A Torino in migliaia in piazza per il primo falò della libertà

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Torino, piazza Castello, 16 febbraio 2017 - falò della libertà in occasione del XVII Febbraio dei valdesi (foto: Luca Bemportato)

Roma (NEV), 17 febbraio 2017 – La festa dell’accensione del “falò della libertà” in piazza Castello a Torino – il primo da 169 anni, da quando cioè re Carlo Alberto nel 1848 diede con le sue Lettere Patenti i diritti civili e politici ai valdesi – si è conclusa con un momento di raccoglimento intorno alla lapide dedicata al predicatore valdese Goffredo Varaglia, arso sul patibolo il 29 marzo 1558 precisamente in quella piazza. Poco prima, dal palco allestito per l’occasione, risuonava il tradizionale canto “Il Giuro di Sibaud”, il giuramento di fedeltà a Dio da parte dei valdesi di ritorno nelle “loro” valli dall’esilio in Svizzera.

Patrizia Mathieu, presidente del Concistoro della chiesa valdese di Torino ha depositato un mazzo di fiori sulla lapide di Goffredo Varaglia

La serata, a cui è stata invitata tutta la cittadinanza, organizzata in collaborazione con la locale chiesa valdese e con il Comune di Torino, è stata guidata dal pastore valdese Paolo Ribet, che ne ha sottolineato il carattere plurale e laico, ma anche di impegno a favore di tutti coloro che si vedono negare ancora oggi i propri diritti.

Una serata dedicata alla libertà di tutti, tant’è che ha visto la partecipazione di credenti, non credenti, diversamente credenti. In particolare è stata ricordata la concessione nel 1848, poche settimane dopo quella accordata ai valdesi, dei diritti civili anche agli ebrei, con la partecipazione sul palco del presidente della comunità ebraica torinese Dario Disegni. Ad intervenire dal palco anche l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, associazioni per i diritti dei rifugiati e per quelli LGBT.

Ieri, da quella piazza, il Comune ha annunciato la volontà di organizzare un festival delle storie e delle culture di Torino, partendo proprio dalle ricorrenze care alle sue tante comunità. “La storia ci insegna che non è sempre facile garantire la libertà a tutti – ha detto la sindaca di Torino, Chiara Appendino -. Spero e credo che queste siano occasioni nelle quali le differenze diventino valore e opportunità di crescita per tutti. Impariamo a conoscerci l’un l’altro e ad avere meno paura dell’altro. In questo momento storico ce n’è bisogno”. (Leggi qui la scheda sui valdesi).

Il momento dell’accensione del falò della libertà in piazza Castello a Torino (foto: Radio Beckwith)