Europa – e ora dove si va? Le chiese britanniche si interrogano in un incontro promosso dalla KEK

A Edimburgo si è tenuta la seconda consultazione regionale in vista dell’Assemblea generale della Conferenza delle chiese europee (KEK) nel 2018. Povertà, accoglienza dei migranti, inclusione giovanile e, soprattutto, immaginare il futuro nella Gran Bretagna post-Brexit al centro delle riflessioni

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I pastori Aled Edwards, Churches Together in Wales, e Richard Frazer, Chiesa di Scozia

Roma (NEV), 12 aprile 2017 – “Europa – e ora dove si va?”. Se lo sono chiesti i rappresentanti delle chiese britanniche e irlandesi riunitisi a Edimburgo il 6 e il 7 aprile scorsi. Si è trattato della seconda consultazione regionale promossa dalla Conferenza delle chiese europee (KEK) in vista dell’Assemblea generale della stessa KEK che si terrà a Novi Sad (Serbia) nel giugno 2018.

I lavori sono stati aperti dal vescovo anglicano Christopher Hill, presidente della KEK, che, rifacendosi al documento assembleare preparatorio “Quale futuro per l’Europa?”, ha sottolineato come “le chiese debbano riprendere lo spirito che ha ispirato il progetto europeo”, fondato sulla riconciliazione, la solidarietà, la dignità umana, la giustizia e la pace. Al centro dei lavori hanno figurato i temi della povertà, dell’accoglienza dei migranti e dell’inclusione giovanile. Tuttavia, molti interventi hanno affrontato il tema della Gran Bretagna post-Brexit. Nell’ambito di una varietà d’opinioni, il canonico Jeremy Worthen, responsabile ecumenico della Chiesa d’Inghilterra, ha sottolineato un pensiero condiviso da tutti i partecipanti: c’è bisogno di “un nuovo approccio” alle relazioni ecumeniche, perché oggi in Gran Bretagna l’unità dei cristiani è più che mai necessaria. Sulla stessa linea si è espresso il segretario esecutivo di Churches Together in Wales, il pastore Aled Edwards: “Siamo capaci – si è chiesto – di lasciare da parte le nostre differenze per affrontare i problemi comuni della società?”.

Il pastore Richard Frazer, presidente del Consiglio Chiesa e Società della Chiesa di Scozia, ha sottolineato come sia necessario trovare luoghi di discussione per immaginare quale tipo di società i britannici intendano costruire in futuro e, soprattutto, per dar voce a chi è direttamente colpito dall’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Kenneth Milne, rappresentante del Consiglio delle chiese irlandesi ha invece espresso la preoccupazione riguardo al possibile ristabilimento dei confini tra il Nord e il Sud dell’isola.

L’incontro è stato organizzato con il contributo di Action of Churches Together in Scotland, Churches Together in Britain and Ireland, Churches Together in Wales.