Dalla Russia a Montecitorio: la voce dei Testimoni di Geova arriva alla Camera

Gessica Rostellato: "Una vicenda solo apparentemente lontana da noi". Raffaella Di Marzio: "Mi chiedo quale sia il ruolo della chiesa ortodossa russa". Luigi Lacquaniti: "La vostra causa è la nostra causa"

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Da sinistra: Raffaela Di Marzio, Luigi Lacquaniti, Gessica Rostellato, Christian Di Blasio, Omero Nardi

Roma (NEV), 13 aprile 2017 – Un problema apparentemente lontano da noi, ma che riguarda l’Europa nel suo insieme. E’ quanto è emerso ieri sera alla Camera dei deputati, nel corso di una conferenza stampa dedicata alle discriminazioni subite in Russia dai Testimoni di Geova, una minoranza religiosa che proprio in queste ore la Corte suprema federale potrebbe decidere di bandire dal paese in quanto “estremista”. “Un fatto grave e che vogliamo sia reso noto – ha dichiarato in apertura l’organizzatrice dell’incontro, l’onorevole Gessica Rostellato (PD) -. Per questo il 3 aprile scorso abbiamo presentato un’interpellanza parlamentare al governo italiano, affinché si spenda presso il governo russo per sollecitare un maggior rispetto nei confronti di questa pacifica comunità”.

Oltre ai rappresentanti dei Testimoni di Geova – l’avvocato Omero Nardi, accompagnato dagli esperti Christian Di Blasio, Marco Caproni e Luca Zucchini  a fianco della deputata erano presenti l’onorevole Luigi Lacquaniti (PD), secondo firmatario dell’interpellanza, e la studiosa Raffaella Di Marzio, esperta di scienze religiose.

Ad illustrare la portata internazionale di quanto sta avvenendo in Russia è stato il rappresentante legale Omero Nardi: “E’ in gioco la libertà religiosa in un paese che fa parte del Consiglio d’Europa, un’istituzione che ha come scopo difendere e diffondere i diritti umani tutelati dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. Stiamo parlando di un paese che ha un’enorme influenza, la cui decisione potrebbe avere effetti di larga scala in altri paesi dell’area”.

Christian Di Blasio ha ricostruito il percorso giuridico che in Russia rende possibile l’accusa di “estremismo” anche nei confronti di credenti pacifici: “In risposta ai timori legati al terrorismo internazionale, dal 2002 la Russia ha adottato una legge federale contro le ‘attività estremiste’ – ha premesso Di Blasio -. In quella prima legge l”estremismo’ era definito in termini di ‘incitamento alla discordia sociale, razziale, nazionale o religiosa accompagnata da violenza o istigazione alla violenza‘, ma nel 2006 un emendamento ha eliminato il riferimento alla ‘violenza’, rendendo la legge ancora più vaga e soggetta a interpretazione. È grazie a questo emendamento che dal 2007 si promuovono indagini sui Testimoni di Geova, accusati appunto di fomentare la ‘discordia religiosa’. Nel 2016, infine, è stata votata la famosa legge Yarovaya, che vieta di fatto qualsiasi attività missionaria. Su queste basi giuridiche – ha concluso Di Blasio – in questi anni le autorità russe hanno vietato 88 pubblicazioni religiose dei Testimoni. Stiamo parlando di libri stampati in milioni di copie e tradotte in centinaia di lingue nel mondo. A completamento di quest’operazione è stato oscurato anche il nostro sito web”.

Particolarmente gravi i toni di Raffaella Di Marzio, che nella duplice veste di studiosa e di attivista da anni si occupa di discriminazioni a sfondo religioso: “La situazione complessiva della libertà religiosa in Europa è allarmante. Nonostante le linee guida varate dall’Unione europea, posso dirvi che violazioni della libertà religiosa delle minoranze si registrano anche in paesi membri come l’Ungheria, la Romania e la Francia. Nel caso delle discriminazioni subite dai Testimoni in Russia – ha specificato la studiosa – colpisce l’applicazione di una legge contro l’estremismo. Mi chiedo e vi chiedo – ha concluso – quale sia il ruolo della chiesa ortodossa russa in tutto questo. Perché quando una minoranza religiosa è discriminata, le domande vanno poste anche alla religione di maggioranza”.

A chiudere l’incontro il valdese Luigi Lacquaniti, secondo cui il rischio, di scala continentale, è quello di un arretramento della civiltà che si pensava conquistata una volta per tutte: “Sappiamo tutti che le crisi spingono alla ricerca di capri espiatori. Sono convinto – ha dichiarato l’onorevole – che quello che i Testimoni di Geova stanno soffrendo in Russia sia figlio anche di questo fenomeno. Sia ben chiaro che una compressione della libertà religiosa è osservabile anche nel nostro paese, basti pensare alle leggi sui luoghi di culto di regioni come la Lombardia, il Veneto e ora la Liguria. Ecco perché siamo qui, insieme, oggi; ecco perché la vostra causa è anche la nostra causa”.

Il video integrale della conferenza stampa è disponibile a questo link.