Munib Younan, presidente FLM: coltivare la capacità di porre domande spinose

Spirito di liberazione, interdipendenza, riconciliazione, comunione, speranza, generosità, dialogo, autocritica: con queste parole il vescovo Munib Younan, presidente della Federazione luterana mondiale (FLM), si è rivolto nel suo saluto ai delegati di chiese riuniti per la XII Assemblea generale della FLM, apertasi oggi in Namibia

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(foto: Lutheran World Federation)

Roma (NEV), 10 maggio 2017 – Da una parte è importante ricordare la storia della Riforma del XVI secolo, dall’altra “è essenziale cercare lo spirto di freschezza e di libertà che lo Spirito Santo mosse allora, e che continua a muovere oggi”: Munib Younan, presidente della Federazione luterana mondiale (FLM), nonché vescovo della Chiesa evangelica luterana in Giordania e in Terra Santa, ha esordito così salutando l’Assemblea generale della FLM riunita a Windhoek, capitale della Namibia. Si tratta del massimo organo decisionale della FLM, che ogni 6-7 anni definisce priorità e governance dell’organismo mondiale. L’Assemblea, apertasi questa mattina con un culto solenne, si protrarrà fino al 16 maggio e vedrà al lavoro 324 delegati di 145 chiese membro della FLM provenienti da 98 paesi.

Prendendo come spunto il motto dell’Assemblea – “Liberati dalla Grazia di Dio” – il presidente uscente della FLM ha evidenziato alcune tra le maggiori sfide che la comunione di chiese si trova a dover affrontare oggi. Sottolineando l’interdipendenza esistente nella comunione, in cima alla sua lista figura la necessità delle chiese di coltivare uno “spirito di liberazione”, che prevede anche la “capacità di porsi vicendevolmente delle domande spinose”.

In questo contesto ha voluto subito ricordare l’incontro ecumenico a Lund e Malmö (Svezia), lo scorso 31 ottobre, con papa Francesco, in occasione della Commemorazione per l’avvio del Cinquecentenario della Riforma di Lutero: un incontro “orgogliosamente significativo per il movimento ecumenico”. La speranza espressa da Younan è che il dialogo luterano-cattolico possa portare al raggiungimento di “nuovi traguardi” per una nuova “primavera ecumenica”. In particolare ha citato i tre punti divisivi tra le due confessioni: l’ecclesiologia, il ministero e l’eucaristia. “La ‘tavola di Cristo della generosità’ non era basata su una sola tradizione cristiana”, è la convinzione di Younan, che ha incoraggiato la comunione a continuare a dialogare, affinché la chiamata di Cristo ad avere “un solo battesimo e una sola mensa per l’eucarestia” sia ascoltata.

Nello spirito di “ecclesia semper reformanda”, ed esprimendo gratitudine per la teologia della giustificazione per fede, Younan ha chiesto ai luterani di “rimanere in una relazione dialettica con Lutero”: così come la FLM ha intrapreso in passato incisivi passi sul fronte del rapporto con la chiesa cattolica, e ricordando anche come nel 1984 ripudiò gli scritti di Lutero sugli ebrei e l’ebraismo, così per Younan è giunto il momento che l’Assemblea della FLM prenda provvedimenti anche in riferimento agli scritti di Lutero sull’islam e sui musulmani. Solo un approccio autocritico potrà delegittimare i fenomeni di esclusione ed estremismo di matrice religiosa, che scaturiscono da false interpretazioni – fenomeni, per Younan, presenti in qualsiasi tradizione di fede: buddismo, cristianesimo, induismo, islam e ebraismo.

Sul fronte dei rapporti tra Namibia e Germania (all’inizio del secolo scorso i colonizzatori tedeschi si macchiarono di orrendi crimini contro varie etnie nigeriane), Younan ha assicurato il sostegno della FLM al processo di riconciliazione tra la Chiesa evangelica in Germania (EKD), che recentemente ha chiesto perdono per le stragi, e le chiese namibiane. Metà della popolazione della Namibia è luterana, ben 1,2 milioni di persone suddivise in tre denominazioni riunite nel Consiglio unito delle chiese evangeliche luterane.

Tra i numerosi temi che saranno affrontati nel corso dei lavori (vedi qui), figurano anche i diritti delle donne, al centro dell’intervento del ginecologo congolese Denis Mukwege, attivista per i diritti umani meglio conosciuto come “l’uomo che ripara le donne”, che aprirà i lavori assembleari.

Dall’Italia parteciperà ai lavori Cordelia Vitiello, membro del Concistoro della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), e candidata al Consiglio della FLM per la regione europea.

L’Assemblea generale quest’anno coincide con il Cinquecentenario della Riforma di Martin Lutero, evento globale a cui sarà dedicata l’intera giornata di domenica 14 maggio. Attesi per l’occasione nello stadio di Sam Nujoma 10mila visitatori.