Luterani mondiali. L’evangelo di un Dio che libera

La XII Assemblea generale della Federazione luterana mondiale si è conclusa ieri, 16 maggio, a Windhoek (Namibia), con un messaggio finale che riafferma l’azione liberante di Dio verso gli esseri umani e il creato. Tra i temi in evidenza, i cammini di riconciliazione la giustizia di genere

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Foto: Lutheran World Information

Roma (NEV), 17 maggio 2017 – L’evangelo di un Dio che libera. Questo è il massaggio che è risuonato forte nella XII Assemblea generale della Federazione luterana mondiale (FLM) che si è conclusa ieri, 16 maggio, a Windhoek in Namibia. Convocata nell’anno del 500° anniversario della Riforma protestante e ispirata dal motto “Liberati dalla grazia di Dio” che riecheggia il centro del messaggio teologico di Lutero, l’Assemblea ha voluto affrontare “le situazioni di peccato che oggi continuano a tenere prigionieri gli esseri umani e l’intera creazione”, si legge nel documento conclusivo dell’incontro che prosegue: “Liberati dalla grazia di Dio, siamo liberi dal peccato per volgerci verso l’esterno e amare e servire con gioia e riconoscenza il nostro prossimo”.

Il messaggio finale riprende il concetto centrale che l’amore incondizionato di Dio è un dono gratuito e che la salvezza, gli esseri umani e la creazione “non sono in vendita” – questo il refrain dei tre sotto-temi dell’assemblea. Tra i tanti temi due sono emersi con evidenza: i cammini di riconciliazione e la giustizia di genere.

Una donna pastore presiede la Cena del Signore. Foto Lutheran World Information

L’Assemblea ha articolato l’idea di liberazione attorno al concetto di riconciliazione, e in particolare ai diversi percorsi di dialogo intrapresi o sostenuti dalla FLM. In questo senso, il documento finale esprime riconoscenza per i frutti del dialogo ecumenico, in particolare per la Commemorazione congiunta della Riforma di Lund e Malmoe (Svezia) alla quale ha preso parte papa Francesco nell’ottobre 2016; ma anche per il cammino di riconciliazione tra luterani e mennoniti che ha sanato l’inimicizia nata nel XVI secolo. L’Assemblea ha anche espresso ufficialmente il suo sostegno alla riconciliazione tra Namibia e Germania per il genocidio subito da alcune popolazioni della nazione africana durante il dominio coloniale tedesco.

L’Assemblea ha chiesto alle chiese di resistere alle ideologie economiche e politiche che cercano di mercificare il dono della vita umana e di “continuare a difendere i diritti dei rifugiati e dei migranti e a sostenere progetti che mirino alla loro accoglienza a lungo termine”. Molto spazio è stato dato alla giustizia di genere: dalla sempre maggiore inclusione di uomini e donne nella leadership delle chiese, all’affermazione che la “violenza basata sul genere è inaccettabile”. Di particolare intensità è stato l’intervento durante l’Assemblea del ginecologo congolese Denis Mukwege, meglio conosciuto come “l’uomo che ripara le donne” per il suo impegno a favore delle donne vittime di stupri di guerra.

Per il testo integrale, in inglese, del messaggio finale dell’assemblea di Windhoek, cliccare qui.