Le emergenze della Siria in guerra e sotto l’embargo

La delegazione della Federazione delle chiese evangeliche in Italia – Mediterranean Hope che ha visitato la Siria del 9 al 14 giugno scorsi ha potuto verificare le molteplici emergenze che colpiscono la popolazione del Paese mediorientale. “Il lavoro quotidiano svolto in prima linea dai cristiani ha bisogno del sostegno anche delle chiese protestanti italiane

0
303
Selwanos Boutros Alnemeh, vescovo della Chiesa siriaca ortodossa di Homs, Hama e Tartous, davanti la porta della sua casa rasa al suolo

Roma (NEV), 17 Giugno 2017 – “Non uccidono solo le armi, anche l’embargo uccide“, sono le parole raccolte dalla delegazione Federazione delle chiese evangeliche in italia (FCEI) – Mediterranean Hope (MH) nel corso dei numerosi incontri avuti con organizzazioni di volontariato, chiese, ospedali, durante la missione svoltasi in Siria (Damasco e Homs) tra il 9 e il 14 giugno scorsi.

La delegazione FCEI-MH durante la visita all’ospedale francese St. Paul a Damasco

I sette anni di guerra, i crimini commessi da entrambe le parti, lo stravolgimento del tessuto sociale del Paese che, oltre alle centinaia di migliaia di morti e feriti, conta circa sette milioni di rifugiati all’estero ed un numero imprecisato di sfollati interni e di persone scomparse, insieme alla fuga di un grande numero di giovani che si rifugiano all’estero per sfuggire al servizio militare obbligatorio, rendono il futuro della Siria estremamente opaco. A tutto questo vanno aggiunte le emergenze derivanti dalle politiche conseguenti all’embargo, che impedisce e ostacola l’ingresso di medicinali, attrezzature sanitarie, pezzi di ricambio e che, di fatto, più che il Governo, colpisce la popolazione civile.

“Per questo è necessario che tutte le Chiese in Occidente mantengano alta l’attenzione su quanto avviene in Siria e s’impegnino affinché la pace, il dialogo e una via alternativa all’intolleranza e all’odio settario siano ristabiliti”, hanno affermato i membri della delegazione FCEI – MH.

Visita alla Chiesa siriaca ortodossa Em Zenar di Homs e al centro estivo dove i bambini studiano il siriaco, imparano a suonare e viene loro insegnato ad essere tolleranti e rispettare gli altri

Tra le molteplici emergenze del Paese, la delegazione FCEI-MH ha individuato alcune esigenze specifiche come piccoli progetti di empowerment femminile che possano garantire una fonte di reddito a donne rimaste sole, attività terapeutiche di tipo ludico e/ o musicale e di sostegno alle strutture ospedaliere e sanitarie. Altra emergenza è la scarsità di generi di prima necessità (cibo, vestiti anche usati, scarpe, necessario per toilette, set scolastici etc.).

“Il lavoro quotidiano svolto in prima linea dai Cristiani che hanno scelto di restare, in aree completamente distrutte e isolate, per incoraggiare altri giovani, bambini e la comunità a non abbandonare la Siria ha bisogno del sostegno anche delle chiese protestanti italiane”, hanno concluso i membri della missione.