Giappone. Il Premio Niwano per la pace al vescovo luterano Munib Younan

L’onorificenza conferita oggi al vescovo palestinese, già presidente della Federazione luterana mondiale, gli è stata assegnata per la perseveranza nel dialogo interreligioso in Terra Santa

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Nichiko Niwano, presidente onorario della Fondazione per la pace Niwano, rimette il Premio al vescovo luterano Munib Younan - Tokyo (Giappone), 27 luglio 2017 (Foto: ELCJHL/Ben Gray)

Roma (NEV), 27 luglio 2017 – Il XXIV Premio Niwano per la pace è stato conferito oggi al palestinese Munib Younan, vescovo della Chiesa evangelica luterana in Giordania e Terra Santa (ELCJHL), già presidente della Federazione luterana mondiale (FLM). Nelle motivazioni del Premio viene riconosciuta a Younan “perseveranza e compassione nell’incoraggiare il dialogo tra cristiani, musulmani ed ebrei a Gerusalemme e in tutto il mondo”. A rimettergli il prestigioso Premio è stato il pastore Nichiko Niwano, presidente onorario della Fondazione per la pace Niwano, nel corso di una cerimonia svoltasi a Tokyo (Giappone). La Fondazione ogni anno premia individui e organizzazioni che hanno contribuito in modo significativo alla cooperazione tra le religioni.

Younan, nato nel 1950 a Gerusalemme da genitori palestinesi, consacrato pastore della ELCJHL nel 1976, né è vescovo dal 1990. Lo scorso 31 ottobre a Lund (Svezia) ha presieduto insieme a papa Francesco la liturgia della commemorazione congiunta per l’avvio del Cinquecentenario della Riforma protestante.

Nel suo intervento a Tokyo, il vescovo ha fatto cenno al Cinquecentenario della Riforma che ricorre quest’anno, sottolineando come il messaggio centrale riferito alla liberazione dalla grazia di Dio debba includere anche la liberazione della religione dall’estremismo e dalla corruzione. “I leader religiosi che si trovano ad operare in situazioni complesse, sanno che la religione può essere di aiuto o, al contrario, di intralcio alle loro stesse comunità di fede. Pertanto, i leader religiosi devono comprendere che hanno un ruolo da svolgere nella ricerca della giustizia per le loro comunità, per i loro paesi e per il mondo”, ha affermato il vescovo.

In una intervista a cura di Luca Baratto pubblicata qualche mese fa sul mensile “Jesus”, Younan aveva così descritto l’impegno del dialogo interreligioso: “Il dialogo deve sempre avere come fine la conoscenza e l’amore: quando le religioni scoprono la riconciliazione smettono di essere parte dei problemi che opprimono il mondo e diventano una soluzione. Quando mi siedo al tavolo del dialogo interreligioso, non mi sento diminuito nelle mie convinzioni e non sento la mia fede messa a rischio; anzi, essa è rafforzata nel vedere Dio all’opera nell’umanità”.