#Porajmos: ricordare l’olocausto Rom

Il 2 agosto l’Europa commemora il genocidio delle centinaia di migliaia di bambini, donne e uomini di etnia Rom durante la seconda guerra mondiale. Il ricordo delle chiese europee

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Roma (NEV), 2 agosto 2017 – La Conferenza delle chiese europee (KEK) e la Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME), nella Giornata della memoria Rom riconosciuta dal Parlamento europeo con risoluzione del 15 aprile 2015, ricordano e onorano la memoria delle persone di etnia Rom uccise dal nazismo. Con un comunicato stampa congiunto diffuso oggi, incoraggiano le chiese e tutta la società a lavorare per la riconciliazione con i 10-12 milioni di Rom che vivono in Europa.

Il genocidio perpetrato dai nazisti e dai loro alleati portò a centinaia di migliaia di vittime Rom e Sinti. Nella notte fra il 2 e il 3 agosto 1944, circa 3000 Rom, bambini, donne e uomini, furono uccisi ad Auschwitz-Birkenau nelle camere a gas. La Commissione europea, tramite una dichiarazione del primo vicepresidente, Frans Timmermans e della Commissaria europea per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, Věra Jourová, ha invitato tutti gli Stati membri a riconoscere il genocidio dei Rom e ha ribadito il suo sostegno alla risoluzione per il riconoscimento del 2 agosto come Giornata della Memoria Rom.

“Durante il regime nazista i Rom hanno subito in larga misura incarcerazioni e omicidi. Questo genocidio fa parte di una lunga storia di persecuzioni e violenza contro i Rom in Europa. Oggi i Rom continuano a subire discriminazioni e marginalizzazioni: vittime di discorsi di odio, crimini e ingiustizie, anche nel mercato del lavoro”, si legge nel comunicato KEK/CCME. “Ricordare i crimini e l’ingiustizia del passato può portare alla riconciliazione. Bisogna ristabilire dignità e giustizia per i Rom in tutta Europa”, ha dichiarato Doris Peschke, segretaria generale della CCME, che collabora con l’Alleanza contro l’anti-gipsismo, organizzazione per l’inclusione sociale dei Rom che combatte contro razzismo e pregiudizi.

“Più di settant’anni dopo Porajmos, l’olocausto Rom, le sfide che ancora oggi affrontano i Rom in Europa sono estremamente discriminanti – ha aggiunto Heikki Huttunen, segretario generale della KEK –. Dobbiamo essere consapevoli di questa diffusa ingiustizia razzista in Europa e del fatto vergognoso di quanto sia stato difficile, anche per noi, riconoscere Porajmos”. “In questo momento, in cui nuovi e vecchi pregiudizi vengono invocati e i discorsi di odio sostituiscono la ragione e la riflessione, dobbiamo nelle chiese essere più attivi che mai per promuovere la dignità e i diritti umani dei Rom. La nostra missione è quella di lavorare per un’Europa che sia casa sicura e sostegno per tutti coloro che ci abitano” così si chiude il comunicato.

La Commissione Europea onora oggi le vittime Rom dell’Olocausto, insieme ad alcuni sopravvissuti e a giovani Rom, nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, in Polonia, nell’ambito di una commemorazione organizzata dal Consiglio centrale dei Sinti e Rom Tedeschi. A questo si aggiunge l’iniziativa del Consiglio d’Europa per ricordare il genocidio dei Rom “Dikh He Na Bister – Guarda e non dimenticare”, che riunisce 250 giovani Rom e non Rom provenienti da 20 Paesi europei.