Consiglio ecumenico delle chiese: campagna globale per pace, giustizia e ambiente

Si sono conclusi ieri in Giordania i lavori del Comitato esecutivo del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC). Fra gli impegni presi, il proseguimento delle azioni di sensibilizzazione per abolire le armi nucleari, per la pace in Medio Oriente, Corea del nord e Iraq, per la tutela dell’Amazzonia

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Foto Paul Jeffrey (CEC), dettaglio

Roma (NEV), 24 novembre 2017 – Si è chiuso ieri ad Amman in Giordania l’incontro del Comitato esecutivo del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) che ha approvato una serie di dichiarazioni ufficiali su armi nucleari, Medio oriente, Corea del nord, Iraq e Amazzonia.

“Le armi nucleari non devono mai più essere usate, in nessuna circostanza” è il messaggio centrale contenuto nella dichiarazione sul Trattato sulla proibizione delle armi nucleari. Il Comitato esecutivo del CEC ha espresso anche solidarietà e sostegno per la presenza cristiana a Gerusalemme e ha espresso preoccupazione in merito alle tensioni in Medio Oriente e nella penisola coreana. Inoltre ha rilasciato una dichiarazione sui recenti sviluppi in Iraq sulla diversità religiosa e sociale a rischio. Perciò il CEC ha invitato “tutti i cristiani di tutto il mondo e tutte le persone di buona volontà a unirsi in preghiere per la pace e in azioni di solidarietà attraverso una campagna globale, ‘Una luce di pace’, accendendo delle candele nelle prime due domeniche di avvento”.

Alta l’attenzione del CEC sull’ambiente e per la tutela dell’Amazzonia: “il cuore verde della Terra sta soffrendo e la vita che sostiene rischia di appassire – si legge nella relativa dichiarazione –. I difensori dell’Amazzonia stanno affrontando crescenti intimidazioni e violenze, con il Brasile che registra il più alto numero di uccisioni di attivisti, 49 donne e uomini, molti dei quali leader indigeni”.