35° Torino Film Festival. La giuria Interfedi premia il potere della parola

Il premio Interfedi va al film francese “Speak-up”: per la volontà di superare contesti difficili e dare speranza alle giovani generazioni

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Una scena del film "A' voix haute" di Stéphane De Freitas (Francia 2017)

Roma (NEV), 5 dicembre 2017 – Il Premio Interfedi del 35° Torino Film Festival (TFF) è andato al film francese A’ voix haute – La force de la parole (Speak-up) del regista Stéphane De Freitas, con la seguente motivazione: “Un atto di fede verso il potere della parola, strumento per superare contesti difficili e dare speranza per il futuro”.

La Giuria Interfedi, da cinque anni tra le giurie collaterali del TFF, quest’anno era composta da Carlotta Monge (chiesa valdese), Anna Segre (comunità ebraica) e Beppe Valperga (comitato Interfedi). Come ha spiegato a Riforma.it Beppe Valperga, la scelta è caduta su questa pellicola – che ha anche riportato il Premio del pubblico – perché si tratta di “un film molto forte, dedicato al potere travolgente delle parole e delle idee”. Il film documenta la storia vera di studenti della banlieue parigina che si preparano a partecipare a un concorso per il miglior oratore all’Università di Saint-Denis.

Nell’impossibilità di attribuire un premio ex-aequo, è stata anche riconosciuta una menzione d’onore al film israeliano Al tishkechi oti – Don’t forget me del regista Ram Nehari, perché “sottolinea magistralmente l’incontro tra due situazioni di disagio, con un’ottima interpretazione”. E’ la storia dell’incontro tra una ragazza con disordini alimentari e un ragazzino con un disagio psichico.

Il premio Interfedi nasce nel 2013 per iniziativa di due minoranze religiose storiche italiane, la chiesa valdese e la comunità ebraica di Torino, con il patrocinio del comitato Interfedi, che riunisce rappresentanti di cristianesimo (cattolici, protestanti e ortodossi), ebraismo, induismo, islam, buddismo e del mondo mormone.