#corridoiumanitari. Gentiloni: “Modello virtuoso, continuare su questa strada”

Il Premier Gentiloni scrive a Sant'Egidio, chiese evangeliche e Tavola valdese. In un comunicato stampa congiunto i commenti di Marco Impagliazzo e Luca Maria Negro

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Una bambina siriana arrivata con un corridoio umanitario dal Libano

Roma, 17 gennaio 2018 (NEV-SE/CS02) – In una lettera indirizzata ai presidenti della Comunità di Sant’Egidio, della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e della Tavola Valdese, il premier Paolo Gentiloni ha espresso il suo ringraziamento per la realizzazione dei corridoi umanitari che finora hanno permesso l’arrivo in sicurezza di oltre mille profughi in Italia e l’avvio di significativi percorsi di integrazione nella nostra società.

Gentiloni ha parlato di “preziosa collaborazione” esprimendo il suo sostegno al rinnovo del progetto, che permetterà l’ingresso in sicurezza di altri mille profughi entro il 2019: “È nostra intenzione – ha scritto il presidente del Consiglio in un passaggio della sua lettera – continuare lungo questa strada. Per questo, desidero esprimere apprezzamento anche per il recente rinnovo del vostro protocollo con i ministeri degli Esteri e dell’Interno, che rappresenta un modello virtuoso di cooperazione tra il governo e la società civile. Proprio nel quadro dei contatti istituzionali previsti dal protocollo sarà pertanto possibile valutare futuri progetti, anche in materia di corridoi umanitari”.

Preparandosi all’accoglienza di nuovi trenta profughi siriani provenienti dal Libano, il prossimo 30 gennaio, il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, ha così commentato: “In due anni di esperienza i corridoi umanitari hanno dimostrato che è possibile coniugare l’accoglienza ai profughi che fuggono dalle guerre con l’avvio di preziosi percorsi di integrazione. Le parole del Presidente del Consiglio e l’impegno preso dall’Italia in questa direzione confermano una proficua sinergia tra società civile e istituzioni che ormai si va affermando anche in altri Paesi europei, come in Francia e Belgio, e che sta diventando un modello per l’Unione”.

Apprezzamento per aver ricordato come il Governo italiano abbia ripetutamente proposto questa buona pratica anche nelle sedi internazionali è stato espresso dal pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), che aggiunge: “Molto incoraggiante l’apertura del Presidente del Consiglio a verificare la possibilità di studiare ‘futuri progetti’ in considerazione dell’evoluzione della situazione in Libia. Intanto proseguiamo nel nostro impegno a garantire arrivi sicuri e legali, ai quali si aggiungono anche misure di integrazione dei richiedenti asilo e un’azione educativa e informativa rivolta agli italiani”.

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