Napoli Città Rifugio: firmato il protocollo d’intesa

Della nuova rete di competenze, tesa a favorire l’integrazione dei migranti, fanno parte diverse realtà evangeliche sul territorio. La pastora Dorothea Mueller: “Un percorso che punta sull’autonomia delle persone”

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Roma (NEV), 22 gennaio 2018 – Nasce a Napoli una piattaforma a favore dei percorsi di integrazione di migranti e richiedenti asilo composta da varie realtà – sanitarie, accademiche, della società civile ed ecclesiastiche – presenti sul territorio. Scopo del protocollo d’intesa promosso dal Comune di Napoli e firmato lo scorso 19 gennaio, è quello di mettere in rete chi nella città partenopea è impegnato sul fronte dell’accoglienza dei rifugiati e migranti.

Tra i firmatari anche alcune realtà protestanti: la Fondazione evangelica Betania, la Chiesa cristiana del Vomero e la Chiesa metodista di Napoli, già in prima linea nell’accoglienza di alcune famiglie siriane arrivate legalmente in Italia grazie al progetto ecumenico dei corridoi umanitari. “Il contributo che le chiese valdesi e metodiste di Napoli potranno offrire a questo progetto – ha dichiarato la pastora Dorothea Mueller -, è l’elaborazione e la sperimentazione di un nuovo modello di accoglienza che punta sull’autonomia delle persone ospitate, sempre nell’ottica del lavoro in rete”. Hanno inoltre firmato la Comunità di Sant’Egidio, gli atenei Federico II e l’Orientale di Napoli, gli Ospedali AORN Santobono-Pausillipon e l’Ospedale evangelico Betania, la Fondazione Pausillipon, la GVC onlus e l’Associazione “Chi rom …e chi no”.

Il protocollo vuole individuare azioni sinergiche per il rafforzamento dei percorsi di integrazione sociale e culturale, di acquisizione delle competenze linguistiche e delle abilità lavorative e sociali, con l’obiettivo di favorire la stabilizzazione in Italia dei rifugiati, siano essi arrivati via mare, oppure con i corridoi umanitari promossi dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), dalla Tavola valdese e dalla Comunità di Sant’Egidio.

La Fondazione evangelica Betania, che gestisce l’omonimo ospedale a Ponticelli, da anni è impegnata in prima linea in quella che definisce “sanità solidale”. Il presidente Luciano Cirica ricorda come vengano erogati servizi a donne migranti prive di permesso di soggiorno, a neonati sbarcati a Napoli, e più recentemente anche a famiglie siriane arrivate con i corridoi umanitari. A tal proposito Cirica ricorda che l’Ospedale evangelico Betania collabora con Medical Hope, l’attività di assistenza medica di Mediterranean Hope (il Programma rifugiati e migranti della FCEI), portata avanti in Libano.