Sicilia, Casa delle culture. Un crocevia di idee e concretezza

A Scicli gruppi in visita da Svizzera, Germania e Valli valdesi presso il Centro di accoglienza della Federazione delle chiese evangeliche in Italia per conoscere le attività di Mediterranean Hope

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Roma (NEV), 2 maggio 2018 – “Abbiamo ricevuto la visita di un gruppo di 35 persone, la maggior parte catecumeni, provenienti dalla chiesa del Grossmünster di Zurigo”, racconta all’Agenzia NEV Piero Tasca, operatore della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) per Mediterranean Hope (MH) – programma rifugiati e migranti alla Casa delle culture di Scicli. Il gruppo, arrivato dalla Svizzera presso il Centro giovanile evangelico di Adelfia (a Scoglitti in provincia di Ragusa) il 28 aprile, ha avuto un primo momento di incontro con la comunità metodista di Scicli (RG) e con il pastore Francesco Sciotto e ripartirà il 5 maggio. “La consuetudine di queste visite, che si ripetono ogni anno, non fa che rafforzare e dare conferma del nostro legame. Abbiamo parlato del nostro progetto e del ruolo importantissimo delle relazioni che esistono fra le varie chiese e le comunità, anche nell’ottica della collaborazione reciproca. Ad esempio, per seguire progetti di relocation, come è accaduto nel caso di un ragazzo eritreo proprio con la chiesa di Zurigo, alla quale siamo legati in amicizia da molto tempo”, spiega Tasca. Lo staff della Casa delle culture sta preparando il benvenuto anche ad altri due gruppi in arrivo, uno dalla Germania e uno dalle Valli valdesi del Piemonte.

Il gruppo di catecumeni della chiesa del Grossmünster di Zurigo in visita alla Casa delle culture di Scicli, 29 aprile 2018

Il 3 maggio arriva dalla Germania un gruppo di rappresentanti del Dipartimento chiesa e società della Chiesa protestante riformata unita di Hessen-Nassau. Sarà guidato dal pastore Jens Hansen, membro della Tavola valdese. “Una delle nostre chiese partner in Germania – riferisce Hansen -. Sono i responsabili dei diversi settori (scuola, sociologia, analisi statistica) che intendono conoscere da vicino il lavoro diaconale in Sicilia: Palermo, Riesi, Catania, Scicli… Nella delegazione è presente il pastore Detlev Knoche, a capo dell’ufficio dialogo ecumenico. Il Dipartimento è molto interessato ad approfondire i temi delle migrazioni, dell’educazione e della diaconia”.

Tullio Vinay, 1956, foto WCC

La partnership con la comunità di Hessen-Nassau viene da lontano, come ricorda Hansen: “Martin Niemöller, pastore di spicco della resistenza antifascista, nonché teologo e negli anni ’60 del secolo scorso presidente del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), conobbe Tullio Vinay e collaborò alla costruzione del Centro ecumenico internazionale di Agape. Da lì nasce la collaborazione fra le nostre chiese, in seno ai movimenti pacifisti degli anni ’50. Vogliamo sottolineare l’importanza di questi scambi. Ogni volta che ci incontriamo, impariamo qualcosa sulla situazione in Germania attuale, dove le chiese, sia cattoliche sia protestanti, si stanno svuotando. La riduzione della grandezza implica un minore interesse da parte della stampa, della società e della politica a interrogare le chiese. Dall’esperienza italiana si può imparare a vivere ed essere presenti nella società anche come chiese di minoranza, non come lobby, ma come testimonianza concreta di fede. E’ con questo spirito che ci incontriamo”.