#Aquarius. La  FCEI conferma il suo sostegno alle ONG che operano legalmente ed efficacemente nel Mediterraneo

Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope (FCEI): “Ci muove lo spirito evangelico. Il nemico non sono le ONG ma la guerra e la violazione dei diritti umani. Di fronte a un terremoto non si processano i soccorritori”

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Foto tratta da https://sosmediterranee.it/la-nave-aquarius-riceve-listruzione-di-raggiungere-un-porto-sicuro-in-spagna-629-tra-uomini-donne-e-bambini-soccorsi-nel-mediterraneo-verranno-fatti-sbarcare-a-valencia/

Roma (NEV), 13 giugno 2018 – “Continuiamo a sostenere le ONG che nel rispetto del diritto umanitario e delle leggi del mare operano con trasparenza e coraggio nel Mediterraneo. Lo facciamo perché, come evangelici, sentiamo nostro dovere dare concretezza alla parola biblica che ci impone di aprire le porte a chi bussa e di soccorrere chi sta rischiando la vita”. Lo afferma Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope (MH) – Programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), annunciando che “anche nelle prossime settimane operatori di Mediterranean Hope saranno impegnati con Proactiva Open Arms, la ONG spagnola che in questi mesi ha salvato circa 60.000 naufraghi nel Mediterraneo centrale. Ci spaventa – prosegue Naso – la pervicace e acrimoniosa campagna di discredito che da mesi colpisce ONG che hanno accettato e rispettato i protocolli ministeriali sul soccorso in mare, sia perché criminalizza chi fa solidarietà sia perché distrae da quello che dovrebbe essere il vero nemico di tutti, delle ONG come dei Governi: il traffico umano e la violazione dei diritti umani in paesi destabilizzati dalla guerra e dalle violenze politiche. Per vincere la sfida delle migrazioni globali abbiamo bisogno di più solidarietà, di più diritti umani e di più cooperazione allo sviluppo. Ostacolare il lavoro delle ONG è moralmente e razionalmente sbagliato – conclude il coordinatore di MH –  perché di fronte a un terremoto non si processano i soccorritori”.

Nella giornata di ieri la Diaconia valdese con una nota ha espresso solidarietà e vicinanza alle persone a bordo dell’Aquarius, “ostaggio di questa incredibile odissea creata solo per rincorrere la pericolosa narrazione delle paure, del rancore e dell’odio. Siamo convinti che queste azioni potranno solo determinare ulteriori fratture, conflitti e incomprensioni fra le persone”.