A Verona un giardino dedicato a Lidia Poët

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Roma (NEV/Riforma.it), 22 giugno 2018 – E’ stata dedicata alla valdese Lidia Poët, prima donna iscritta all’albo degli avvocati d’Italia, l’area verde antistante la Corte d’Assise di Verona. L’intitolazione è stata proposta dal Comitato Pari opportunità del Consiglio dell’Ordine degli avvocati ed è avvenuta alla presenza del sindaco Federico Sboarina.

Lidia Poët, di famiglia valdese, nasce a Traverse, borgata di Perrero in val Germanasca (TO) nel 1855. Si diploma come maestra nel 1878 e si iscrive, contro la volontà paterna, alla Facoltà di legge dell’Università di Torino. Si laurea nel 1881 con una tesi sulla condizione della donna nella società, con particolare attenzione alla questione del voto femminile. E’ la prima donna in Italia a laurearsi in giurisprudenza. Supera gli esami per diventare procuratore generale e chiede l’iscrizione all’albo degli avvocati. L’Ordine degli avvocati di Torino si spacca ma consente alla Poët l’iscrizione. Decisione impugnata dal procuratore del Re presso la corte di Appello, che adducendo motivi legali dovuti a mancanza di norme sull’esercizio della professione da parte del sesso femminile, blocca tutto.

Il ricorso di Poët viene bocciato, lei esercita comunque la professione, in via più o meno informale, a Pinerolo con il fratello avvocato dedicandosi soprattutto alla difesa dei minori e non smettendo mai di combattere le battaglie per l’emancipazione femminile. Gli anni passano, scoppia la Grande Guerra, gli uomini lasciano vuote le case e scoperte le mansioni pubbliche. Per le donne questa tragica circostanza diventa l’occasione per affermare la propria centralità nella società e, nel 1919, la legge che apre alle donne le carriere professionali fotografa una realtà già in atto.

Nel 1920 Lidia Poët, oramai sessantaquattrenne, diventa la prima avvocata d’Italia.