Consiglio ecumenico: l’accordo di pace Etiopia-Eritrea apre alla speranza

Il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese, pastore Olav Fykse Tveit, ha espresso il suo plauso: “una nuova porta aperta per la pace nella regione”

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Roma (NEV), 11 luglio 2018 – “Sono molto incoraggiato da questo accordo storico che porta con sé una grande speranza per le comunità e le famiglie che hanno atteso così a lungo la giustizia e la pace. Siamo accanto a voi mentre continuate la vostra vita quotidiana con questo nuovo senso di speranza” ha dichiarato il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), pastore Olav Fykse Tveit all’indomani dell’accordo di pace fra il primo ministro etiope Abiy Ahmed e il presidente eritreo Isaias Afwerki.

Etiopia ed Eritrea hanno vissuto conflitti decennali, a partire dal dopoguerra, fino al conflitto di confine tra il 1998 e il 2000. Con questo accordo, che Tveit ha definito una nuova porta aperta per la pace nella regione, i due paesi hanno deciso di ristabilire legami commerciali e diplomatici. La dichiarazione di pace è avvenuta durante un incontro tra i due leader ad Asmara, capitale dell’Eritrea.

“Mentre osserviamo con grande gioia questo momento di pace, ci fermiamo anche a piangere le decine di migliaia di persone uccise nel conflitto – ha concluso Tveit -. Preghiamo che la pace non sia solo nei titoli delle notizie, ma anche nella vita quotidiana delle persone che affrontano un nuovo futuro. Incoraggiamo le chiese a impegnarsi nell’attuazione del processo di pace”.