I cristiani dello Zimbabwe: elezioni pacifiche e preoccupazioni post-elettorali

Il Consiglio delle chiese dello Zimbabwe ha seguito le operazioni di voto e invita i candidati a non trasformare eventuali dispute sullo spoglio dei voti in micce capaci di accendere la violenza politica

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Roma (NEV), 31 luglio 2018 – Ieri, lunedì 30 luglio, è stato un giorno storico per lo Zimbabwe. Non solo si sono tenute le prime elezioni presidenziali del dopo Mugabe, ma le operazioni di voto, che hanno coinvolto il 75% dei 5,6 milioni di cittadini iscritti alle liste elettorali, si sono svolte pacificamente.

Lo conferma anche un rapporto del Consiglio delle chiese dello Zimbabwe (ZCC)che ha monitorato l’andamento delle operazioni di voto attraverso propri osservatori.

I rappresentanti dell’organismo ecumenico hanno riportato anche alcune anomalie; alcune organizzative – per esempio, molti seggi non erano accessibili a persone diversamente abili –, altre più serie come tentativi di intimidazione fuori dai seggi. Tuttavia, questi elementi critici, non cambiano il giudizio di una giornata elettorale svoltasi pacificamente. Ora lo sguardo si sposta al periodo post-elettorale.

Domenica scorsa, 29 luglio, alla vigilia delle elezioni lo ZCC aveva diffuso un “pronunciamento pastorale” che iniziava con le parole di Gesù: “I vostri cuori non siano turbati”. “Sono parole – si legge nel documento – che portano rassicurazione alle ansie di molti” che si chiedono “se la pace goduta nel periodo pre-elettorale continuerà dopo i risultati del voto”.

“Le elezioni producono – prosegue il pronunciamento – vincitori e vinti. Sappiamo che talvolta i risultati sono messi in discussione. Preghiamo che queste eventuali dispute non vengano usate come micce per accendere focolai di violenza politica”.

“Non siamo chiamati a scegliere tra angeli ma tra esseri umani con le loro doti e le loro debolezze. Chiunque risulterà vincitore avrà bisogno delle nostre preghiere e dell’aiuto di Dio per mitigare le proprie debolezze”.

“Come cristiani dello Zimbabwe continueremo a pregare per la pace oggi, domani e nel dopo lezioni”.