Le Chiese cristiane si uniscono contro xenofobia e razzismo

La prossima settimana si svolgerà a Roma una conferenza organizzata dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e dal Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale sui temi della xenofobia, del razzismo e del nazionalismo populista

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Foto di Magnus Aronson/WCC

Roma (NEV), 14 settembre 2018 – Il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ospiteranno la prossima settimana, a Roma, una conferenza mondiale che riunirà organizzazioni della società civile, organismi intergovernativi, leader accademici, religiosi ed ecumenici provenienti da tutto il pianeta, per riflettere e cercare risposte coerenti e realistiche rispetto alla crescita di episodi di xenofobia, razzismo e nazionalismo, e indicare come le chiese potrebbero, attraverso nuove pratiche, contrastare questi fenomeni.

Circa 200 i partecipanti, fra cui i pastori Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e Fiona Kendall, rappresentante della Chiesa di Scozia e European and legal affairs advisor per Mediterranean Hope, il programma rifugiati e migranti della  FCEI, che interverranno nel panel di mercoledì pomeriggio dal titolo “Accompanying migrants and communities: challenges for the churches”. Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, e Michel Charbonnier, membro italiano del comitato centrale del CEC parteciperanno ai lavori della conferenza.

“Il mondo odierno, – recita il testo che accompagna la convocazione della conferenza –  fortemente segnato dagli impatti negativi della globalizzazione, dalle migrazioni di massa e dagli spostamenti forzati a causa della povertà, dei conflitti armati, delle persecuzioni, delle catastrofi climatiche e della violenza a tutti i livelli, deve affrontare un allarmante aumento della xenofobia, del razzismo, del nazionalismo populista. Nazionalismo populista che in questo contesto utilizza, manipolando deliberatamente, ed esaspera le paure della gente, le preoccupazioni e le insicurezze che l’impatto negativo delle migrazioni potrebbe avere sulle loro famiglie, sulle loro comunità e sulla loro identità culturale”.

Nello stesso documento di indirizzo hanno trovato spazio le parole di Olav Fykse Tveit, segretario generale del CEC, che ha sottolineato come il ruolo delle chiese in una società messa alla prova da tali contraddizioni è costruire “… relazioni di fiducia, aprendo le porte per cooperazione e dialogo e difendere soluzioni pacifiche, diplomatiche e politiche.”

I lavori si apriranno martedì 18 settembre alle 9 e termineranno giovedì 20 alle 12 circa, e si svolgeranno all’Ergife Palace Hotel, a Roma. Maggiori informazioni a questo link.