Clima. Il contributo europeo al Pellegrinaggio per la giustizia climatica

A Schwerte (Germania) una consultazione organizzata dalla KEK in vista della COP21

Roma (NEV), 21 ottobre 2015 – Il tempo per le azioni di corto respiro è ormai scaduto. Bisogna lavorare insieme – governi, chiese, società civile – per raggiungere decisioni di lungo termine per il bene comune. E’ questo il messaggio finale uscito dalla consultazione sul cambiamento climatico organizzata dalla Conferenza delle chiese europee (KEK) a Schwerte (Germania) dal 12 al 14 ottobre scorsi. Circa 50 partecipanti provenienti da 14 paesi del continente si sono ritrovati presso l’Accademia evangelica di Villigst per fare il punto della situazione sui “Pellegrinaggi per la giustizia climatica” che da diverse nazioni d’Europa confluiranno sulla Conferenza ONU sul cambiamento climatico (COP21) che si terrà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre 2015.

“L’urgenza di prendere decisioni efficaci e vincolanti è dettata da quanto gli stessi climatologi affermano – ha spiegato Antonella Visintin, coordinatrice della Commissione Globalizzazione e ambiente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (GLAM-FCEI), presente all’incontro di Schwerte -. Per cambiare le cose ci rimane una finestra temporale particolarmente corta, che va dai 5 ai 10 anni al massimo”. Quest’urgenza verrà portata a Parigi dai rappresentanti dei diversi pellegrinaggi in atto in Europa e nel mondo. “Il pellegrinaggio è un’espressione di solidarietà verso chi è ai margini e già soffre delle conseguenze del cambiamento climatico. E’ un messaggio di speranza e una chiamata alla trasformazione delle nostre menti”, ha spiegato il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), l’organismo che nel 2013, nella propria Assemblea generale di Busan (Repubblica di Corea) ha lanciato l’idea del “Pellegrinaggio verso la giustizia e la pace” come nuovo impegno del movimento ecumenico mondiale. Una mappa dei pellegrinaggi in atto è stata illustrata da Martin Kopp, rappresentante della Federazione luterana mondiale (FLM) e della Federazione protestante di Francia (FPF): a Parigi convergeranno pellegrini provenienti dai paesi scandinavi, dalla Germania del nord e del sud (vedi NEV 41/2015), dalla Gran Bretagna, dall’Africa e anche dall’Italia – dove è in corso il People’s Pilgrimage guidato dall’attivista filippino per la giustizia climatica Yeb Saño (vedi NEV 38, 39, 40/2015). Kopp ha anche illustrato alcune delle iniziative che le chiese organizzeranno a Parigi durante la COP21.

Tra queste: un evento di accoglienza dei diversi pellegrinaggi il 27 novembre; la partecipazione alla marcia comune per il clima della Coallition Climat 21; una giornata di digiuno per il clima il 1° dicembre; una conferenza del patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I; una celebrazione ecumenica a Notre Dame de Paris il 3 dicembre. I 50 partecipanti hanno inoltre avuto la possibilità di marciare con i partecipanti del pellegrinaggio in corso in Germania nella tratta tra Leeden e Lengerich. Tra gli oratori della consultazione, il pastore Christian Krieger, vice presidente dell’Unione delle chiese protestanti di Alsazia e Lorena; il vescovo Heinrich Bedford-Strohm, presidente della Chiesa evangelica in Germania (EKD); il vescovo luterano svedese Anders Wejryd.