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Giubileo della Riforma. Un Lutero globale ed ecumenico

Di
Agenzia NEV
-
11 Maggio 2016
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    Roma (NEV/Riforma.it), 11 maggio 2016 – Sarà un Lutero globale ed ecumenico quello che nel 2017 emergerà dalle celebrazioni del Cinquecentenario della Riforma. E’ quanto ha spiegato la teologa tedesca Margot Kässmann, ambasciatrice ufficiale della Chiesa evangelica in Germania (EKD) per il 500° della Riforma, nella conferenza di apertura del Convegno internazionale cattolico-luterano organizzato a Roma (4-6 maggio) dal Pontificio Ateneo Sant’Anselmo insieme alla EKD. Le celebrazioni del 2017 metteranno in evidenza “la dimensione globale della Riforma”, e il suo significato in “un’epoca di ecumenismo mondiale”.

    Nella sua prolusione, Kässmann ha esordito chiedendosi se davvero oggi c’è qualcosa da festeggiare riguardo a una storia che ha avuto pagine oscure – dal massacro dei contadini all’antisemitismo presente negli scritti di Lutero -, ed è accusata di aver infranto l’unità della cristianità occidentale. La risposta della teologa è un sì convinto: “la Riforma non è un evento confinato nel XVI secolo, ma un movimento che continua, va avanti ancora oggi”, secondo il motto della chiesa semper reformanda. L’accusa di aver provocato una spaccatura nell’unità del cristianesimo occidentale deve poi essere letta da un punto di vista storico e teologico. Da quello storico, il XVI secolo segna la crisi definitiva del modello universalistico medievale del binomio chiesa e impero, insostenibile nell’epoca della nascita degli stati nazionali. Da un punto di vista teologico, “Lutero voleva riformare e non dividere la chiesa. Per questo non avrebbe senso un Cinquecentenario della Riforma che segnasse demarcazioni. Vogliamo invece viverlo in uno spirito che superi le divisioni confessionali e oltrepassi i confini nazionali e continentali”.

    Kässmann ha quindi passato in rassegna le sfide e le novità da considerare nella “revisione critica” del cammino ancora in corso della Riforma. Tra questi, l’elemento di novità più rilevante è l’ecumenismo, anch’esso un cammino che ormai, da Edimburgo 1910, ha più di cento anni e che oggi va letto nell’orizzonte di un’Europa sempre più secolarizzata: “in un tempo secolarizzato è molto più evidente quel che ci unisce che non quel che ci divide”. Un riferimento teologico molto forte è stato individuato dalla pastora nelle “esclusività” della Riforma – dal “Sola Sciptura” che rimanda i cristiani non al confronto sulle dottrine ma alla lettura del testo biblico, fino al “Sola Gratia” e “Sola Fide”, veri antidoti all’idolatria della prestazione, tipica delle nostre società in cui ogni creatura diviene un bene commerciabile, che può essere venduto o comprato. Gli altri ambiti di novità citati da Kässmann comprendono, infine, il dialogo interreligioso, il ministero femminile, il modello di riconciliazione e riconoscimento tra chiese dell’”unità nella diversità”; il rapporto tra chiese e Stato; la rivoluzione mediatica. (foto: EKD)

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