Corridoi Umanitari, il Presidente FCEI: “Un messaggio a tutti i populisti”

Le parole del pastore Luca Maria Negro questa mattina all'aeroporto di Fiumicino

Roma (NEV), 27 febbraio 2017 – “Quando il Signore fece tornare i reduci ci sembrava di sognare”. Ha esordito così, parafrasando il Salmo 126, il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), pastore Luca Maria Negro, questa mattina a Fiumicino per accogliere un nuovo gruppo di profughi siriani giunti in Italia grazie ai corridoi umanitari promossi da FCEI, Tavola valdese e Comunità di Sant’Egidio.

Da sinistra: Maurizio Zavaglia e Luca Maria Negro

“Quando un anno fa accogliemmo il primo gruppo ci sembrava di sognare. Era un sogno che abbiamo coltivato e inseguito con tenacia, e che si è realizzato. 700 persone accolte e avviate all’integrazione. Non possiamo comunque accontentarci: che cosa sono i 1000 che abbiamo previsto di fronte all’emergenza migratoria? Bene, lo stesso salmo 126 continua con una preghiera che dice ‘Signore fa tornare i deportati come torrenti nel deserto’. Forte di questo passo io vorrei rassicurare i populisti nostrani e di altri paesi. Non si tratta affatto di un’invasione. Noi siamo convinti che anche il nostro paese come tutta l’Europa abbia ancora la possibilità di accogliere delle persone e che questa presenza d’immigrati non sia una minaccia, ma un arricchimento. Ne è una riprova l’accoglienza partecipata sul territorio che stiamo predisponendo; lo testimonia qui oggi la presenza di Maurizio Zavaglia, il presidente del Consiglio comunale di Gioiosa Ionica (RC), che porterà 18 di questi nostri amici tra Giosa e Riace come una ricchezza, in una zona in cui c’è bisogno di forze fresche.

Vorrei finire ringraziando tutti i nostri operatori: della Federazione delle chiese evangeliche e di Sant’Egidio. In particolare coloro che hanno lavorato in Libano in condizioni spesso difficili. Pochi giorni prima dell’arrivo di gennaio è scoppiata una bomba a nemmeno un chilometro dai nostri operatori; abbiamo tutti avuto paura, senza il contributo coraggioso di queste persone non potremmo realizzare questo sogno”.

Allora spuntarono sorrisi sulle nostre labbra
e canti di gioia sulle nostre lingue.
Allora si diceva tra le nazioni:
“Il Signore ha fatto cose grandi per loro».
Il Signore ha fatto cose grandi per noi,
e noi siamo nella gioia.
Signore, fa’ tornare i nostri deportati,
come torrenti nel deserto del Neghev.
Quelli che seminano con lacrime,
mieteranno con canti di gioia.
Se ne va piangendo
colui che porta il seme da spargere,
ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni.

(Salmo 126)