Donne: da luogo di dominio patriarcale a luogo spirituale

Si tiene dal 22 al 24 marzo a Roma l’incontro organizzato dai Gruppi donne delle comunità cristiane di base. Interviene anche la teologa e pastora battista Elizabeth Green, raggiunta dall'agenzia NEV per un'anticipazione sul tema

Roma (NEV), 18 marzo 2019 – Si tiene dal 22 al 24 marzo a Roma l’incontro organizzato dai Gruppi donne delle comunità cristiane di base dal titolo “I nostri corpi di donne da luogo del dominio patriarcale a luogo di spiritualità incarnata”. Fra gli interventi, quello della teologa e pastora battista Elizabeth Green con una relazione dal titolo “La sapienza dei corpi, il corpo della Sapienza”. L’abbiamo intervistata.

Pastora Green, che cos’è la sapienza dei corpi?

Il titolo dell’incontro è stato scelto dalle donne delle comunità di base in Italia. Esso allude alla pratica femminista del partire da sé, ovvero dal sapere che ogni donna custodisce. I nostri corpi tutti diversi gli uni dagli altri, ma uniti dal fatto di essere donne in una società patriarcale, sono fonte di sapienza se sappiamo ascoltarli. Nell’ascolto reciproco le donne scoprono le parole per nominare la propria sapienza.

E cos’è il corpo della Sapienza?

Possiamo dire che il corpo della Sapienza è, da una parte, il sapere accumulato delle donne, codificato in parte nelle varie filosofie e pratiche del femminismo e, dall’altra, la figura di Hochmah o Sophia riscontrata nelle scritture ebraiche e greche. Dio in forma di donna, insomma. Ma, per sapere di più, bisogna sicuramente partecipare all’incontro.

Secondo lei il dominio patriarcale incide anche sui corpi maschili? In che modo?

Il dominio patriarcale certamente incide sui corpi maschili, soprattutto di coloro che si allontanano dalla norma dell’uomo bianco, eterosessuale, abbiente, normodotato e via dicendo. Tuttavia la violenza inflitta ai corpi maschili non dipende dal genere, ma da qualcos’altro. La violenza sui corpi femminili invece è perpetrata solo e semplicemente perché siamo donne. Anzi la violenza di genere è il modo in cui il patriarcato cerca di esercitare il proprio dominio.

Le teologie femministe hanno più volte tentato di declinare in modo diverso Dio, la narrazione biblica, la fede. Quali sono secondo lei gli ostacoli che ancora impediscono di nominare e immaginare qualcosa di diverso da un vecchio signore con la barba bianca?

La risposta sarebbe lunga. Non si smantella una tradizione millenaria, radicata nei recessi più antichi del nostro cervello e della nostra cultura in cinquant’anni. Inoltre bisogna fare i conti sia con la pigrizia teologica degli ambienti più illuminati sia con il maschilismo imperante in un gran numero di chiese. Un’altra questione è come declinare Dio al femminile senza riprodurre stereotipi patriarcali, difficoltà immane soprattutto in una cultura cattolica.

Monica Seksich, La giustizia. Immagine tratta dalla locandina dell’incontro “I nostri corpi di donne da luogo del dominio patriarcale a luogo di spiritualità incarnata”.
Roma, 22-24 marzo 2019,
Casa internazionale delle donne

La tre giorni di studi, laboratori e musica è organizzato in collaborazione con Donne in Cerchio, Donne in ricerca di Padova, Ravenna, Verona Identità e differenza, Il Graal Italia, Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne e coinvolge donne che operano per contrastare la violenza sulle donne, da quella privata a quella delle istituzioni civili e religiose, contro la violenza della prostituzione, per consentire l’applicazione della legge 194. Venerdì 22 marzo, alle 21, è previsto un concerto di canzoni romane con Marta Ricci. Sabato mattina, introduce i lavori Francesca Koch, presidente Casa internazionale delle donne. Sabato sera, dalle 21, danze religiose ebraiche con Paola Pagliani e “Il cerchio dell’amicizia”.

Per informazioni e iscrizioni:

Annamaria Landini annamarialandini@tiscali.it

Gabriella Natta gabriella.natta@alice.it

Il programma completo è consultabile a questa pagina