Consiglio ecumenico delle chiese, Pechino+25 e i diritti delle donne

Donne e ragazze rifugiate Rohingya fanno volare gli aquiloni con le loro richieste e desideri per celebrare la Giornata internazionale della donna l'anno scorso nel campo di Balukhali a Cox's Bazar, in Bangladesh. Foto: UN Women / Allison Joyce.

Roma (NEV), 2 febbraio 2020 – Lo scorso 28 gennaio il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) ha convocato un seminario per pianificare il contributo delle organizzazioni di fede in vista della revisione della piattaforma d’azione di Pechino, in occasione dei 25 anni della sua nascita (la cui celebrazione è anche nota come Beijing+25). La piattaforma, con la relativa “Dichiarazione di Pechino”, è uno strumento internazionale che affronta a livello globale lo status dei diritti delle donne.

Quasi cento leader di organizzazioni religiose hanno partecipato al seminario, convenendo sul fatto che “Quasi ovunque nel mondo le donne affrontano disuguaglianze, ingiustizie, vulnerabilità e povertà, in base a tutti gli indicatori, rispetto agli uomini” si legge sul sito del CEC. Le donne e le ragazze sono anche vittime della violenza di genere.

Hanno partecipato esperti di diverse provenienze e sono stati forniti aggiornamenti sul Generation Equality Forum (#GenerationEquality, Forum sulla parità delle generazioni) incontro convocato dalle Nazioni Unite e ospitato congiuntamente dai governi di Messico e Francia, (Città del Messico, 7-8 maggio; Parigi, 7-10 luglio). La 64^ Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne (CSW64) si terrà invece a New York dal 9 al 20 marzo. È in corso, inoltre, un piano di coordinamento internazionale per la partecipazione delle organizzazioni di fede a questi e altri appuntamenti, fra cui un simposio, nel 2021 presso le Nazioni Unite a New York, sul ruolo della religione negli affari internazionali incentrato sull’implementazione della fede nell’ambito di Pechino+25.

Abi Doukhan, professore di filosofia e studioso della Bibbia del Queen’s College, ha dichiarato: “… molti gruppi nel mondo seguono i principi guida delle sacre scritture tradizionali. Queste scritture, per generazioni, sono state interpretate esclusivamente dagli uomini. Una comprensione più completa dei testi può nascere se invitiamo persone di diversi background a interpretare i testi, comprese le donne. Abbiamo bisogno di interpretazioni femminili dei testi per capire un altro aspetto della parola rivelata di Dio”.

Il seminario è stato promosso dal CEC insieme ad ACT Alliance, Federazione luterana mondiale (FLM), Comunione anglicana, Chiesa metodista unita, Chiesa avventista del settimo giorno, Iniziativa delle religioni unite, UNWomen, organismo delle Donne delle Nazioni Unite, la Task force delle Nazioni Unite per la religione e lo sviluppo, Islamic relief USA, Soka Gakkai International, le Donne ecumeniche e la Coalizione “Fede a Pechino+25”. Un rapporto completo del seminario sarà disponibile l’ufficio ecumenico congiunto CEC-ACT Alliance delle Nazioni Unite.