Libero odio in libero Stato

Si è aperta questa mattina a Roma, presso la sede di Civiltà cattolica, la tre giorni di "Parole non pietre", promossa da Articolo 21, FNSI, Ordine dei giornalisti, alla presenza dei rappresentanti di vari culti, contro l'hate speech e per rilanciare la Carta di Assisi. La moderatora della Tavola valdese Alessandra Trotta ha dichiarato: "Non possiamo permetterci coscienze anestetizzate, l'indifferenza, l'ignavia"

Roma (NEV), 28 febbraio 2020 – Tre giorni di riflessione e confronto per rilanciare la comunità di giornalisti, comunicatori, cittadini, credenti e non credenti, di tutte le religioni, che si impegnano contro i discorsi d’odio.

E’ cominciata questa mattina “Parole non pietre”, un’iniziativa promossa da Articolo 21, con Fnsi, UsigRai Ordine dei Giornalisti del Lazio, Centro Astalli e tante altre realtà.

L’incontro prende le mosse dalla Carta di Assisi, siglata il 3 maggio 2019, un decalogo rivolto non solo ai giornalisti ma a chiunque comunichi, sui social e oltre, “per costruire ponti e non muri”, firmato dai rappresentanti delle principali fedi monoteiste, da giornalisti e rappresentanti del mondo delle associazioni.

La sessione di apertura del nuovo appuntamento sull’informazione, che si è svolta oggi presso la sede di Civiltà Cattolica, si è aperta con il video saluto di Liliana Segre, senatrice a vita sopravvissuta alla Shoah e promotrice della Commissione parlamentare sull’antisemitismo.

All’incontro, moderato da Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, sono intervenuti Guido D’Ubaldo, Segretario nazionale Cnog, Raffaele Lorusso, Segretario nazionale Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI), Roberto Natale, Coordinatore Comitato scientifico Articolo 21, Andrea Martella, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Padre Mauro Gambetti, Custode del Sacro Convento di San Francesco.

A seguire, hanno portato la loro testimonianza Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero delle Comunicazioni della Santa Sede e Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma. Prima di Abdellah Redouane, Segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia, ha portato il saluto delle chiese valdesi e metodiste Alessandra Trotta, moderatora della Tavola Valdese.

“Non possiamo permetterci coscienze anestetizzate, l’indifferenza, l’ignavia – ha dichiarato Alessandra Trotta – . Come chiese valdesi e metodiste siamo ben lieti di aver partecipato all’elaborazione della Carta di Assisi  e vogliamo contribuire a una comunicazione nonviolenta. Intendiamo farci parte attiva di questo processo virtuoso. Oggi le religioni sono tentate a dare un fondamento alle identità forti, io spero che saremo tutti capaci a sottrarti a queste spinte che utilizzano i simboli religiosi, attraverso una costante auto vigilanza e disciplina alte”.

Per superare l’ignavia, secondo la moderatora, occorre recuperare il potenziale positivo delle parole: “Abbiamo riscoperto la loro forza solo in negativo, quella di “lingue che infiammano, iniettano veleno”, mentre dovremmo ricordare che le parole aprono visioni, emancipano, guariscono, curano”.

Qui il testo cui ha fatto riferimento la moderatora (Lettera di Giacomo 3: 1-12):

“Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che riceveremo un giudizio più severo: tutti infatti pecchiamo in molte cose. Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Se mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo. Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota. Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco, il mondo del male! La lingua è inserita nelle nostre membra, contagia tutto il corpo e incendia tutta la nostra vita, traendo la sua fiamma dalla Geènna. Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dall’uomo, ma la lingua nessuno la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non dev’essere così, fratelli miei! La sorgente può forse far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara? Può forse, miei fratelli, un albero di fichi produrre olive o una vite produrre fichi? Così una sorgente salata non può produrre acqua dolce”.

Giuseppe Giulietti, Presidente Fnsi, ha chiuso la prima sessione dell’appuntamento con un monito ai giornalisti: “Devono rispettare la Costituzione, che vieta squadrismo, antisemitismo, le aggressioni alle diversità, istituisce il principio di uguaglianza tra le religioni, non discrimina tra opinioni politiche e tra i sessi. Il dovere dei giornalisti èricordare la Costituzione contrastando chi usa le parole come pietre per uccidere la diversità”.

L’appuntamento si è concluso con la firma della vignetta che il disegnatore Mauro Biani, ha dedicato al concetto ‘Parole, non pietre’, per rilanciare simbolicamente il decalogo.

Qui il programma e le informazioni sulla tre giorni, che domani farà tappa alla sede della Federazione nazionale della Stampa italiana e dopodomani, domenica mattina, al Portico d’Ottavia, nell’antico ghetto ebraico, dove sarà inaugurata la “panchina della memoria”.