Sarah Everard, la voce delle chiese per la sicurezza delle donne

A Londra quattro arresti per violazione delle norme anti-Covid alla manifestazione per la 33enne uccisa, per il cui omicidio è accusato un agente di Scotland Yard. Cresce la protesta delle donne, per la sicurezza ma anche contro la repressione da parte delle forze dell'ordine

Big Ben, Londra (foto di Kate Krivanec, unsplash)

Roma (NEV), 15 marzo 2021 –  Una ragazza uccisa, un agente di Scotland Yard arrestato per l’omicidio, una veglia di protesta – non autorizzata a causa delle restrizioni contro il covid – repressa con violenza dalle forze dell’ordine: la vicenda di Sarah Everard scuote il Regno Unito.

Boris Johnson ha fatto sapere di essere rimasto “profondamente turbato” dalle immagini delle tensioni di sabato a Londra, come riporta la Bbc.  Il primo ministro e la ministra dell’Interno, Priti Patel, non avrebbero comunque intenzione di togliere la fiducia alla comandante di Scotland Yard, Cressida Dick. Patel, come riporta l’agenzia di stampa Agi, ha chiesto alla polizia metropolitana di Londra un “rapporto completo” su quanto accaduto sabato sera presso il chiosco di Clapham Common, alla periferia di Londra – l’ultimo posto in cui la vittima è stata vista viva -, dove i poliziotti hanno arrestato e strattonato quattro donne tra le manifestanti che chiedevano giustizia per la vittima.

Anche le chiese hanno fatto sentire la loro voce. Bekah Legg, amministratrice di Restored, ente di beneficenza cristiano che sostiene le sopravvissute alla violenza contro le donne e promuove un ruolo attivo per la Chiesa su questo tema, ha scritto un editoriale su Christian Today, dal titolo “Dopo il tragico omicidio di Sarah Everard, la Chiesa deve parlare e agire”.

“Dobbiamo parlare e fare qualcosa – ha scritto Legg -, il popolo di Dio si impegna a rendere il mondo un posto più sicuro per le donne. […] Lentamente quelli di noi che non hanno mai conosciuto Sarah dimenticheranno e torneranno a vivere come la conoscevamo, ma credo che Dio ci chiami a qualcosa di più. Vorremmo vedere la Chiesa prendere il suo posto nella lotta alla violenza contro le donne. […] Dobbiamo sfidare le convinzioni che stanno alla base di quei comportamenti, le convinzioni secondo cui la vita delle donne ha meno valore. Dobbiamo insegnare ai nostri figli ad apprezzare, rispettare e onorare le donne e abbiamo bisogno di uomini che comincino a farlo e a dare l’esempio. Se la violenza contro le donne deve finire, abbiamo bisogno che gli uomini aiutino a sfidare gli atteggiamenti ei comportamenti che la perpetuano, in se stessi e negli altri uomini. Abbiamo bisogno di più uomini che si alzino e facciano la differenza ovunque si trovino”. 

La vescova di Gloucester, città del Sud Ovest dell’Inghilterra, e vescova della Church of England per le carceri, Rachel Treweek, ha espresso il suo cordoglio e solidarizzato con la campagna per la sicurezza delle donne.

“Questa notte per #SarahEverard, la sua famiglia e i suoi amici. Ogni notte per #AllWomenGirls camminare in sicurezza. Desiderando ardentemente che il regno di Dio venga “sulla terra come in cielo” …”, si legge nel tweet della pastora.

Oggi nella capitale britannica si terrà una riunione ad hoc sul caso Everard della taskforce tecnico-governativa su criminalità e giustizia, presieduta dal premier.