In Libano, una nuova app per i rifugiati e l’ultimo anno di lavoro sulla sanità

Prosegue l’attività delle chiese protestanti in Libano. Per quanto concerne la parte sanitaria, in particolare, Medical Hope – il progetto a latere di Mediterranean Hope, che si occupa proprio di salute – interviene nel Paese dei cedri da cinque anni, dove, a causa della crisi economica e politica, prima, delle esplosioni e della pandemia poi, un’ampia fetta della popolazione libanese e rifugiata non ha garantite cure mediche di base.

Roma (NEV), 21 marzo 2022 – Una app per le persone di origine siriana che emigreranno dal Libano in Italia, con i corridoi umanitari. È l’ultima delle attività realizzate dagli operatori di Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della FCEI, per supportare il percorso dei beneficiari dei corridoi.

“La nuova app che i rifugiati possono scaricare sul loro telefono comprende varie voci – spiega la mediatrice e operatrice FCEI Silvia Turati – : le procedure legali, il lavoro, la scuola, la salute, economia famigliare e consapevolezza culturale. Si parla cioè dei passaggi che i rifugiati dovranno fare in Italia per ottenere documenti, informazioni, servizi. Ma abbiamo anche cercato di offrire una panoramica sulla gestione dello stress e su che cosa significhi davvero incontrare un’altra cultura e cominciare una nuova vita in un altro Paese”. A fine mese dovrebbe tra l’altro partire un nuovo corridoio umanitario da Beirut per Roma.

Nel frattempo, prosegue l’attività delle chiese protestanti in Libano. Per quanto concerne la parte sanitaria, in particolare, Medical Hope – il progetto a latere di Mediterranean Hope, che si occupa proprio di salute – interviene nel Paese dei cedri da cinque anni, dove, a causa della crisi economica e politica, prima, delle esplosioni e della pandemia poi, un’ampia fetta della popolazione libanese e rifugiata non ha garantite cure mediche di base. Nel 2021 Medical Hope ha effettuato 595 visite, tra follow-up e nuovi casi sanitari presi in carico.

Medical Hope interviene in modo specifico nel nord del Libano, nell’area di Tripoli e Akkar, grazie alla collaborazione con Operazione Colomba; nella Bekaa, al confine con la Siria, grazie alle segnalazioni di organizzazioni come SAMS (Syrian American Medical Society) e alla collaborazione con il Bekaa Hospital; a Beirut per le MDW (Migrant Domestic Workers), una categoria particolarmente vulnerabile in Libano, spesso priva di diritti di base incluso l’accesso a cure mediche, grazie alla collaborazione con Medici Senza Frontiere, ed in particolare con un programma ad hoc dedicato a queste persone; a Beirut, ancora, presso la nostra sede in collaborazione con l’organizzazione della società civile Nation Station; a Shatila.

“Ad oggi si può dire che il sistema sanitario libanese sia al collasso: a far precipitare ancora di più la situazione, un vero e proprio esodo di medici e infermieri all’estero ed una pericolosa carenza di equipaggiamento medico e medicinali”, spiega il medico e referente di Medical Hope, Luciano Griso.

Di qui la nascita del progetto della clinica di quartiere a Beirut, Geitaoui, in collaborazione con l’organizzazione della società civile Nation Station, fondata in seguito all’esplosione del 4 agosto 2020. “Presso la clinica – dichiara Irene Vlad, operatrice della FCEI che segue in particolare questa attività sanitaria – sono state effettuate, dall’apertura a febbraio 2022, più di 1100 consulenze mediche gratuite. Queste includono visite con medici generalisti (incluso il dottor Griso), specialisti (cardiologo, dermatologo, pediatra, ginecologa, endocrinologa, ortopedico), sessioni settimanali con psicologhe/i e psichiatra. In aggiunta alle visite, la clinica sponsorizza esami e test di laboratorio prescritti dai medici della clinica per pazienti privi di assicurazione sanitaria e che versano in una difficile situazione finanziaria. La clinica offre una serie di workshop e sessioni di educazione sanitaria (workshop sul diabete, sessioni con dietologa, workshop dedicati alla prevenzione di cancro al seno, etc.), ed è diventata così un vero e proprio punto di riferimento per gli abitanti del quartiere. Lo staff della clinica, composto da operatori/ operatrici sociali, farmaciste, medici e psicologhe, è presente sul terreno quotidianamente, per raccogliere le richieste dei pazienti e supportarli in maniera tempestiva”. Nel 2022 la clinica si propone di continuare le attività dello scorso anno, implementandole, e di lanciare un programma dedicato alla salute delle donne.


Per approfondire:

  • QUI IL REPORT COMPLETO SULL’INIZIATIVA DELLA CLINICA DI QUARTIERE: Clinica progetto
  • Di seguito i dati sull’attività sanitaria di MH in Libano (report 2021):

Medical HOPE – REPORT FINALE ATTIVITA’ 2021

gennaio 2021 – gennaio 2022

Progetto Medical Hope & Progetto Geitawi Libano

Background

Aree di intervento di Medical Hope

Medical Hope interviene in Libano da cinque anni, paese che negli ultimi anni ha visto l’innescarsi di una delle peggiori crisi finanziarie di questo secolo.1 Soprattutto, MH interviene laddove, a causa dello scarso accesso alle cure mediche, un’ampia fetta della popolazione libanese e rifugiata residente in Libano non si vede garantite cure mediche di base.

Medical Hope interviene nel nord del Libano – area di Tripoli e Akkar, grazie alla collaborazione con Operazione Colomba; nella Bekaa, al confine con la Siria, grazie ai referrals di organizzazioni come SAMS (Syrian American Medical Society) e alla collaborazione stretta con il Bekaa Hospital; a Beirut per le MDW (Migrant Domestic Workers), una categoria particolarmente vulnerabile in Libano, spesso priva di diritti di base incluso l’accesso a cure mediche, grazie alla collaborazione con Medici Senza Frontiere, ed in particolare con il programma dedicato a queste persone; a Beirut, ancora, presso la nostra sede in collaborazione con l’organizzazione della società civile Nation Station; a Shatila, quartiere periferico sud di..

1 Per informazioni aggiornate sulla situazione in Libano consultare: LEM Economic Monitor Fall 2021.pdf (worldbank.org)

..Beirut abitato in prevalenza da rifugiati palestinesi storicamente cui si sono aggiunti rifugiati siriani negli anni post guerra civile siriana, sempre grazie alla collaborazione e al reciproco supporto con Medici Senza Frontiere nella loro sede presso il quartiere di Shatila.

Attività pianificate
Selezione e presa in carico di pazienti vulnerabili

Medical Hope si prefigge come obiettivo quello di sostenere persone vulnerabili che risiedono il Libano affette da condizioni mediche e che, a causa della loro vulnerabilità finanziaria, si trovano in difficoltà ad accedere alle necessarie cure.

Medical Hope riceve dei ‘referrals’ da altre ONG o progetti operanti in loco che riferiscono a Medical Hope pazienti vulnerabili che necessitano di parziale o totale supporto economico per affrontare le spese delle cure prescritte o anche per effettuate esami diagnostici e assessment con Dottor Luciano Griso

Obiettivi raggiunti 2021

Durante il 2021 Medical Hope ha eseguito 7 missioni, ciascuna della durata di circa 10 giorni di media (febbraio, marzo, maggio, luglio, settembre, ottobre, dicembre 2021). Durante ciascuna missione lo staff di Medical Hope si è spostato tra Beirut, il Monte Libano, Tripoli e il nord, la valle della Bekaa.

Durante il 2021 Medical Hope ha effettuato 595 visite, tra follow – up e nuovi casi.

Indicativamente, Il 70% dei pazienti è di origine siriana; la restante percentuale è di origine libanese, etiope, eritrea.

Progetto Geitawi – Clinica in collaborazione con Nation Station

Dopo l’esplosione del 4 agosto 2020 la società civile libanese si è mobilitata, creando una costellazione di piccole associazioni volte a contribuire al cambiamento della società mobilitandosi dal basso. Nation Station è una di queste esperienze: numerosi giovani del quartiere si sono appropriati di uno spazio abbandonato (una stazione della benzina in disuso da anni), trasformandola in una cucina completamente attrezzata e funzionale per la preparazione di centinaia di pasti caldi a settimana per famiglie vulnerabili del quartiere. Ha inoltre creato uno sportello attivo 7 giorni su 7 destinato all’ascolto, alla raccolta dei dati degli abitanti del quartiere per comprenderne le necessità. In questo quadro, Medical Hope ha fondato, insieme a Nation Station, una clinica popolare per gli abitanti del quartiere e i pazienti di Medical Hope.

La clinica, suddivisa su due piani, offre consultazioni mediche gratuite due volte la settimana, consultazioni specialistiche (cardiologo, endocrinologo, dietologo, etc.) una volta la settimana a titolo completamente gratuito per il/la paziente. A seconda della situazione economica del / della paziente questa/o può anche effettuare esami strumentali di laboratorio a titolo gratuito.

La clinica ha anche attivato un programma sulla salute mentale: tre volte la settimana le psicologhe della clinica vedono circa 40 pazienti, a titolo gratuito o fortemente ridotto. Allo stesso modo, una logopedista effettua sessioni di logopedia per bambini con problemi nello sviluppo del linguaggio.

Lo staff della clinica si è anche attivato nel disegnare workshop di salute, con l’intento di fornire una piattaforma educativa per i pazienti. Si sono organizzati workshop sul diabete e l’uso corretto di medicinali, sessioni terapeutiche di gruppo, workshop sulla prevenzione del cancro al seno.

Nel 2021, la clinica di MH- Nation Station ha organizzato 915 visite mediche (incluse le visite con le psicologhe), 14 workshops, 14 sessioni di logopedia, ed ha fornito medicinali essenziali ad almeno 1200 pazienti.

A fine 2021 la clinica ha inoltre lanciato un programma di riabilitazione fisica per anziani, organizzando sessioni settimanali di fisioterapia e riabilitazione.

Nel 2022 la clinica di MH – NS si propone di continuare le attività del 2021 – verificatone il successo e l’urgenza – e propone anche di lanciare un programma dedicato alla salute delle donne, con un focus sulla prevenzione.