Roma (NEV), 18 agosto 2025 – La rivoluzione dell’intelligenza artificiale (IA) non lascia indifferenti le chiese. Molte di esse continuano a interrogarsi su come promuovere l’uso consapevole e responsabile delle tecnologie.
La Chiesa evangelica del Württemberg, ad esempio, ha pubblicato un documento che fissa delle prime linee guida per l’impiego dell’IA negli uffici e nei servizi ecclesiastici. Il testo affronta in modo diretto questioni pratiche, ma di grande rilievo etico e pastorale. Uno dei punti centrali riguarda la riservatezza. A collaboratori e collaboratrici viene esplicitamente raccomandato di non condividere dati sensibili con strumenti di IA. Obiettivo: evitare rischi di violazione della privacy e possibili abusi.
Il documento sottolinea che l’IA può essere uno strumento utile e persino prezioso, ma solo se impiegata con spirito critico e trasparenza.
«Noi sosteniamo vivamente l’uso responsabile dell’IA – si legge – e chiediamo a tutti i nostri collaboratori di utilizzare l’IA in modo mirato nel loro lavoro quotidiano e di aggiornarsi in modo preciso e competente in questo ambito». La formazione, dunque, diventa la prossima sfida. La Chiesa del Württemberg auspica di poter offrire a breve percorsi specifici, affinché chi opera nelle comunità abbia competenze adeguate e sappia distinguere opportunità e rischi.
Il dibattito globale sull’IA tocca sia aspetti tecnici sia questioni di giustizia, potere e disuguaglianze.
Proprio a questi temi sarà dedicato il doppio appuntamento in Corea del Sud. L’iniziativa è promossa dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC). Insieme, anche altre organizzazioni cristiane mondiali: la Comunione mondiale di chiese riformate (CMCR-WCRC). Federazione luterana mondiale (FLM). Consiglio metodista mondiale. Consiglio per la missione mondiale. United Society Partners in the Gospel.
Da oggi al 29 agosto si tiene a Pocheon-si, presso il Kwanglim Seminar House, la ormai consolidata “GEM School”. Si tratta della Scuola ecumenica di governance, economia e management per un’economia della vita. Il percorso intensivo di dieci giorni unisce teologia ed economia, fornendo a leader di chiesa strumenti concreti per comprendere le dinamiche economiche. Inoltre, esso intende sviluppare pratiche di giustizia sociale ed ecologica.
Dal 27 al 29 agosto, invece, si svolgerà la consultazione del programma New International Financial and Economic Architecture (NIFEA). Essa sarà focalizzata sulla Quarta rivoluzione industriale e sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulle disuguaglianze globali. L’obiettivo è elaborare un comunicato teologico e un piano di advocacy che aiutino le chiese a proporre risposte radicate nella fede e capaci di incidere sulle politiche economiche.
«Man mano che l’IA si diffonde e le nazioni più ricche si contendono la leadership tecnologica – ha dichiarato il pastore Kenneth Mtata, direttore del programma CEC per Vita, Giustizia e Pace – cresce anche il divario tra chi beneficia di queste tecnologie e chi ne viene sfruttato. Se l’IA e altre innovazioni devono contribuire a un futuro giusto e sostenibile, occorre interrompere l’attuale traiettoria iniqua».
La riflessione, dunque, non è neutrale: riguarda il rapporto fra potere economico e dignità umana. Come ha sottolineato Athena Peralta, direttrice della Commissione del CEC per la giustizia climatica e lo sviluppo sostenibile, le prospettive etiche, morali e teologiche delle chiese potrebbero influenzare in modo decisivo le politiche economiche globali, rendendole più attente alle persone e al pianeta.

























