Roma (NEV), 1° ottobre 2025 – Il 4 ottobre, giornata dedicata a Francesco d’Assisi, segna anche la conclusione del Tempo del Creato, la celebrazione ecumenica che dal calendario ortodosso si è estesa a tutte le chiese cristiane nel mondo, chiamando alla responsabilità comune per l’ambiente e la giustizia sociale.
Intanto, proprio il 4 ottobre, il Centro culturale protestante di Torino e il Movimento ecclesiale di impegno culturale propongono al Centro ecumenico Agape di Prali (To) un seminario di studio dedicato a due figure centrali della spiritualità medievale: Valdo di Lione e, appunto, Francesco d’Assisi. Valdo, mercante di Lione che scelse la povertà, è nato intorno al 1140, prima di Francesco, nato invece circa 40 anni dopo. Sarà l’occasione per approfondire dal punto di vista storico e teologico la radicalità evangelica di due percorsi di fede accomunati dall’impegno per povertà, giustizia e fraternità.
Qui il programma:
Valdo e Francesco: voci del Vangelo nell’Europa medievale
Questi momenti di dialogo e memoria ecumenica si collocano in un contesto nazionale più complesso. Come ha ricordato Claudio Geymonat su Riforma (30 settembre 2025), il ritorno della festa nazionale di “san” Francesco, la cui proposta di legge è stata recentemente approvata dalla Camera, riprende una tradizione istituita dal regime fascista nel 1926 e interrotta nel 1977. Oggi, con un nuovo titolo («Giornata nazionale della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse») la festa rischia, secondo Geymonat, di svuotarsi “del proprio senso religioso identitario” pur continuando a essere caricata di riferimenti alle “radici cristiane” del Paese.
Un corto circuito che ripropone la tensione irrisolta tra identità religiosa e laicità dello Stato.
Da anni le chiese protestanti e la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) chiedono che venga riconosciuta come festività civile la data del 17 febbraio, anniversario delle Lettere Patenti emanate da re Carlo Alberto nel 1848, come data simbolica per la libertà religiosa, che ancora oggi resta incompiuta in assenza di una legge quadro. Forse la via d’uscita passa proprio da qui.
Il 17 febbraio, infatti, ricorre l’anniversario della concessione dei diritti civili ai valdesi. Il 29 marzo dello stesso anno, era il 1848, gli stessi diritti furono concessi agli ebrei. Fino a quella data, ai valdesi era proibito frequentare le scuole pubbliche ed esercitare libere professioni (se non quella di notaio e di medico, ma esclusivamente per altri valdesi). Fuori dal loro “ghetto alpino”, i valdesi non potevano nemmeno possedere beni immobili.
L’Assise generale della FCEI, nel 2018, rilanciò la proposta di istituire il 17 febbraio come Giornata nazionale per la libertà di coscienza, di pensiero e di religione.
Fatta una festa, se ne fa un’altra… Quanto aspettare, ancora, per questa?
Per approfondire:
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