Roma (NEV), 3 ottobre 2025 – Intervista andata in onda il 28 settembre nel corso del Culto evangelico, trasmissione (del Giornale Radio) di Rai Radiouno.
Valentina Castaldo è la nuova segretaria del Servizio istruzione e educazione della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Ufficiale dell’Esercito della salvezza con il grado di capitano, Castaldo ha assunto l’incarico all’inizio di settembre. L’abbiamo intervistata.
Che cos’è il Servizio istruzione e educazione della Federazione evangelica, qual è il suo scopo?
«Il Servizio istruzione educazione della Federazione delle chiese evangeliche nasce per accompagnare le comunità, le famiglie e le nuove generazioni di credenti in quello che è un percorso di crescita educativa e di formazione biblica. È per questo che gli obiettivi del Servizio sono quelli di offrire strumenti, risorse, occasioni di riflessione, ma soprattutto essere al servizio delle comunità locali e al servizio delle famiglie che hanno il meraviglioso compito di accompagnare i più giovani nel loro percorso di comprensione. Un percorso di conoscenza del Vangelo e di come essere dei credenti che possano fare la differenza nel mondo che li circonda. Perché i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze sono il presente e sono il futuro delle nostre chiese. E allora l’educazione biblica delle nostre Scuole domenicali, e di tutte quelle occasioni di confronto intergenerazionale, sono il nostro principale ambito di impegno. È un Servizio che vuole camminare accanto alle chiese, alle famiglie e ai più piccoli per crescere insieme nella società e nella fede».
Quali sono gli strumenti di cui il Servizio si avvale per svolgere il suo compito?
«Ce ne sono diversi e tutti nascono dal dialogo con le comunità locali e dal lavoro che si sviluppa periodicamente dal Comitato del Servizio – che è formato da rappresentanze delle varie chiese – e poi dal lavoro che viene fatto dalla redazione della rivista La scuola domenicale. La rivista è uno degli strumenti principali del nostro lavoro: da anni accompagna i monitori, le famiglie e le comunità nel loro percorso educativo. La nostra speranza è che la rivista possa sempre più essere adottata e valorizzata nelle varie chiese locali. Accanto a questo ci sono materiali didattici, laboratori, occasioni di confronto fra le comunità; e poi i momenti di formazione, sia online sia in presenza, solitamente rivolti a chi si occupa dell’educazione dei più piccoli perché possano sentirsi sostenuti e preparati nel loro servizio, così che nessuno si senta solo ma parte di una rete che cresce insieme».
Quali priorità e progetti lei prevede per l’inizio del suo mandato?
«In questi primi mesi il mio impegno sarà prima di tutto quello di comprendere. Comprendere meglio le dinamiche amministrative e le varie responsabilità che l’incarico comporta. So che ci sarà molto da imparare e spero che tutti avranno un po’ di pazienza con me in questa fase di transizione e crescita. Il mio desiderio è di poter contribuire a rendere il lavoro del Servizio sempre più visibile e fruibile. Penso, a esempio, alla possibilità di valorizzare e pubblicizzare il grande progetto dell’Innario multimediale che è stato finalizzato e pubblicato solo pochi mesi fa e che rappresenta veramente uno strumento prezioso per le chiese locali.
Un altro appuntamento fondamentale sarà l’organizzazione e la realizzazione del campo per i e le giovani che desiderano formarsi per lavorare con i bambini e le bambine.
Questo campo si terrà sulla bellissima isola d’Ischia, dal 1° al 3 maggio prossimi, e sarà un’occasione unica di formazione. Un’occasione aperta a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che magari già aiutano nelle varie chiese per la formazione biblica dei più piccoli e vogliono approfondire le loro competenze e le loro capacità; ma sarà anche aperto a tutti quelli che ancora non hanno fatto questa esperienza, però magari sentono nel cuore che potrebbe essere un’occasione di servizio. Sarà inoltre un’occasione per fare nuove amicizie, incontrare ragazzi e ragazze da tutta Italia, superando così anche quelle distanze geografiche che facilmente separano le nostre comunità locali. Quindi sarà veramente un’occasione imperdibile che speriamo possa avere la più ampia diffusione e partecipazione».
Lei è un’ufficiale dell’Esercito della salvezza. Che cosa significa essere una ufficiale dell’Esercito della salvezza?
«Significa, in un certo senso, vivere il ministero pastorale in un modo molto vicino a quello presente anche nelle altre chiese sorelle. Quel che ci guida nel servizio lo potrei riassumere con tre pilastri: portare agli altri la verità del Vangelo, aiutare i credenti a crescere nella santità personale, e servire l’umanità sofferente. Quindi l’ufficiale non è solo un ministro della Parola, ma è anche direttamente coinvolto nell’opera diaconale, nell’impegno per chi è in difficoltà, per le persone più fragili e marginalizzate. Il nostro ruolo unisce la dimensione pastorale con una forte attenzione alla pratica quotidiana del servizio del prossimo, perché per noi la fede non è mai disgiunta dall’azione concreta».
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