“Con la mano sul petto io te lo prometto davanti a Dio. Sarеmo io e te. Da qui sarà per sempre, sì!”
Sanremo si è concluso da una settimana e Sal Da Vinci lo ha vinto con la canzone ‘Per sempre si’ che parla di un amore che, dopo alcune difficoltà, culmina con il fatidico si nel giorno del matrimonio.
Fin qui non ci sarebbe molto da dire, se non che il testo è visto da una prospettiva solo maschile in cui è l’uomo che regala alla donna “il più grande giorno” della sua vita e la promessa di vivere “legati per la vita” poiché senza di lei non avrebbe senso vivere, gli fa assumere quei contorni di ricatto e minaccia che abbiamo visto in tanti casi di separazione non accettata. Separazioni che, purtroppo, si concludono con un femminicidio.
Non me ne voglia Sal Da Vinci, ma per come è concepita questa canzone mi sembra rispecchi una certa cultura machista che vede la donna come essere fragile a cui provvedere e da possedere per la vita, nolente o volente!
Una cultura che, in realtà, nasconde l’estrema fragilità di una certa parte del mondo maschile e che poi porta a non accogliere le istanze della donna, la sua volontà anche quando questa non corrisponde ai desiderata maschili, in barba al diritto di divorziare così faticosamente conquistato nel 1970.
Ancora una volta da parte della popolazione italiana, uomini e donne, si scambia la passione con la costrizione, l’amore con il possesso!…
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