Roma (NEV), 16 aprile 2026 – “L’Oceano Pacifico non è uno spazio vuoto, è uno spazio sacro. Per i popoli del Pacifico, l’oceano è vita, identità e spiritualità – ha osservato Pillay – collega isole e generazioni. Non è mai solo acqua. È vita. È memoria. È identità. È storia”.
Queste le parole del Segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), pastore Jerry Pillay, nel contesto dell’assemblea dei leader religiosi promossa dalla Conferenza delle chiese del pacifico (PCLM), che si chiude domani a Suva, nelle Fiji.
L’incontro (13-17 aprile) nasce come uno spazio di ascolto e rinnovamento spirituale per rispondere all’incertezza nell’area del Pacifico. Questo momento di riunione è cruciale per riflettere sul cammino comune e discernere come rispondere alle realtà che i popoli della regione affrontano oggi.
L’obiettivo è trasformare la riflessione teologica in azione collettiva, affrontando sfide urgenti come il cambiamento climatico e le migrazioni, l’ascesa dei nazionalismi religiosi e le piaghe sociali come il consumo di droga.
Al centro, la volontà di rafforzare una testimonianza comune di giustizia e cura del Creato. Ad aprire i lavori è stato il sermone del pastore Jerry Pillay, Segretario generale del CEC che, lo ricordiamo, include 356 chiese in 120 paesi nel mondo.
La risurrezione come resistenza attiva
Le sfide del Pacifico sono tante, dalla minaccia al Creato all’innalzamento del mare, fino alle comunità a rischio sfollamento.
Secondo Pillay, la resurrezione inserita in questo contesto diventa un sì alla vita, che si confronta con sistemi che rasentano la morte: sfruttamento ecologico, ingiustizia economica e climatica, incuria politica, colonizzazione.
Un quadro da cui conseguono sbiancamento dei coralli, case allagate, cicloni sempre più intensi e migrazione forzata.
In questa prospettiva, il Pacifico smette di essere definito dalla perdita, ma piuttosto dalla vita, dalla resilienza e dalla fede: “La speranza della risurrezione assume la forma della giustizia – ha detto ancora Pillay – . Quando parliamo della speranza della risurrezione, non ne parliamo in modo astratto. Ne parliamo come persone che conoscono sia la bellezza che la vulnerabilità, l’abbondanza e la dispersione. Eppure, persistiamo nella speranza.
Spesso desideriamo una versione di Dio senza ferite: potente, distante, intoccabile dal dolore […] Tuttavia vedere Gesù chiaramente significa capire che Dio ci incontra nella sofferenza, non al di fuori di essa.
Questo parla profondamente alle comunità del Pacifico, dove la memoria, la narrazione e l’identità vengono tramandate di generazione in generazione. Molte isole portano ferite – di colonizzazione, sfollamento, perdita di terra, rottura culturale e catastrofe climatica. Anche le famiglie portano ferite – lutto, privazioni, sacrificio” ha concluso il pastore.
La risurrezione non è un conforto passivo o teologia astratta, ma realtà vissuta: è una resistenza attiva contro le potenze che dispensano morte.
Secondo Pillay, nel Pacifico, questo significa: denunciare l’ingiustizia climatica; sfidare i sistemi che sfruttano il Creato; richiamare le nazioni più ricche alle proprie responsabilità.
Collaborazione tra chiese e istituzioni
A sottolineare l’impegno, anche l’incontro con Baron Divavesi Waqa, politico nauruano (Micronesia) e segretario generale del Forum delle Isole del Pacifico. Un momento designato a rafforzare la collaborazione tra le chiese e le istituzioni regionali.
Waqa ha delineato le problematiche più urgenti della regione, tra cui il traffico di droga, la pesca illegale, la sicurezza informatica e le pratiche commerciali sleali.
Secondo Waqa, le chiese sono partner fondamentali nel sensibilizzare l’opinione pubblica: “Le chiese portano fondamento teologico e una capacità unica di mobilitare le comunità nel perseguimento della giustizia climatica. Esse possono collaborare con noi per promuovere le principali preoccupazioni per la regione, affinché le sfide nazionali e regionali diventino una priorità”.
Leggi anche: il-segretario-generale-promuove-l’agenda-per-la-giustizia-climatica



























