Roma (NEV), 16 aprile 2026 – Le chiese battiste, metodiste e valdesi italiane parleranno del battesimo in un incontro previsto dal 17 al 19 aprile presso il Centro Ecumene di Velletri (Roma).
Pedobattismo, battesimo di credenti, prassi battesimale, atto di obbedienza, atto di libertà, porta della fede, riconoscimento reciproco, anabattismo… di questo e molto altro parliamo anche in questo articolo, per saperne un po’ di più sul battesimo cristiano, battesimo “d’acqua e di Spirito. Il battesimo d’acqua è azione umana, il battesimo di Spirito è azione divina” si legge ad esempio in un documento firmato 36 anni fa da queste chiese, che si riuniranno domani in provincia di Roma.
Il cammino comune
Battisti, metodisti e valdesi (nell’ambiente sintetizzati con la sigla BMV) condividono in Italia un’esperienza di comunione particolarmente interessante nel panorama del cristianesimo e del protestantesimo mondiale. Nel 1990 fu sottoscritto un «Documento sul reciproco riconoscimento fra Chiese battiste, metodiste e valdesi in Italia». Da allora, esse condividono fra l’altro la formazione pastorale e il riconoscimento reciproco dei ministeri, per cui un pastore o una pastora valdese o metodista può curare una chiesa battista e viceversa.
Eppure, un nodo è rimasto aperto: il battesimo. Se ne parla da decenni e, nel 2022, l’Assemblea/Sinodo BMV ha dato mandato di organizzare un convegno con l’obiettivo di «porre le basi per trovare un accordo sul reciproco riconoscimento del battesimo e affrontare i nodi rimasti irrisolti dai precedenti documenti».
Battezzare i bambini o gli adulti?
Per capire meglio, ricordiamo che nel dibattito teologico cristiano esistono due grandi tradizioni. Il pedobattismo — prevalentemente praticato da valdesi e metodisti che comunque praticano anche il battesimo dei credenti — battezza i neonati. Il battesimo dei credenti, praticato dai battisti, richiede invece una confessione di fede personale e consapevole: non si battezza il neonato, ma si aspetta che sia lui o lei, da grande, ad esprimere le sue convinzioni di fede.
Da un lato, la tradizione metodista e valdese sottolinea la gratuità dell’amore di Dio che accoglie nel pedobattismo; dall’altro, i battisti richiamano la responsabilità della scelta adulta e consapevole. Per approfondire, leggi Il battesimo come scelta di impegno – Riforma.it
Come ha detto il pastore Nicola Tedoldi, che presiede la commissione incaricata per organizzare il convegno: «Siamo come una famiglia che legge lo stesso libro ma si emoziona su capitoli diversi».
Il documento del 1990 aveva trovato una soluzione pratica: si affermava che «laddove, indipendentemente dalla forma e dal tempo in cui il battesimo è stato celebrato, si riscontra in chi l’ha ricevuto la realtà dei suoi frutti», il credente proveniente dalle altre chiese è accolto come membro a pieno titolo. Una formula di equilibrio che lascia aperto il piano teologico. È di questo che si parlerà a Ecumene.
Lo sguardo europeo
Il convegno non è solo un appuntamento interno. Lo spiega in un’intervista su Riforma il pastore Pawel Gajewski, membro sia della commissione organizzatrice sia del gruppo di dialogo tra la Comunione delle Chiese protestanti in Europa (CCPE) e la Federazione battista europea (EBF). L’esperienza italiana, afferma Gajewski, è seguita con grande attenzione: le chiese BMV in Italia hanno precorso i tempi, grazie al riconoscimento reciproco e alla piena comunione ecclesiale che risalgono al 1990.
Il gruppo di lavoro CPCE-EBF ha infatti deciso di inserire tutto il materiale del convegno di Ecumene nella sua agenda, al fine di analizzarlo nel prossimo incontro previsto a Vienna a ottobre. Il risultato dovrebbe essere un ampio documento di studio che sarà discusso in una consultazione nel 2029.
Le giornate saranno strutturate con sessioni plenarie e lavori in gruppi, con la partecipazione di due ospiti internazionali: Tony Peck, già segretario generale della Federazione battista europea, e Mario Fischer, già segretario generale della Comunione di chiese protestanti in Europa.
In parallelo — 500 anni di anabattismo
Le celebrazioni per il cinquecentenario del movimento anabattista tenutesi lo scorso anno in Italia hanno coinvolto anche chiese avventiste e pentecostali. Il Dipartimento di Teologia dell’UCEBI, Unione cristiana evangelica battista d’Italia, sta lavorando insieme alla Facoltà pentecostale di Scienze Religiose, all’Istituto avventista Villa Aurora e al GBU (Gruppi biblici universitari) a un programma triennale che si concluderà nel 2027. Oltre al tema del battesimo, le convergenze riguardano anche altri temi: pace, nonviolenza, libertà di coscienza. Un “triennio sull’anabattismo” che fa da sfondo anche al convegno di Ecumene: è la stessa questione del battesimo dei credenti che ritorna, con cinque secoli di storia alle spalle.




























