Roma (NEV), 30 aprile 2026 – Si è aperto il Sinodo luterano, con il culto inaugurale presieduto dal Decano uscente, pastore Carsten Gerdes, e dalla vice-decana uscente, pastora Kirsten Thiele. Si tratta della terza seduta del XXIV Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), in corso presso l’Hotel Villa Aurelia a Roma fino a domenica 3 maggio. Il saluto di apertura e il benvenuto a sinodali, membri del Concistoro, del Decanato, collaboratori e collaboratrici è stato portato dal presidente del Sinodo, Alfredo Talenti. Il presidente Talenti ha anche annunciato che la colletta del culto di apertura di questo Sinodo sarà destinata al progetto Medical Hope della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), nell’ambito dell’emergenza Libano.
Il sermone della pastora Thiele si è basato sui testi dai Vangeli di Marco 10, 17.19-22 e di Matteo 9,37-38 e si è concentrato sull’impegno a “continuare a costruire il regno di Dio, nonostante tutti i cambiamenti”. Il centro, ha detto la pastora, è sempre lo stesso, ed è semplice: “annunciare l’amore di Dio”. Con le azioni e con le “grandi parole della Riforma”, avendo “Gesù come compagno di viaggio” e con l’aiuto dello Spirito Santo, che Thiele ha invitato a sentire in questi giorni, come guida ai lavori sinodali.
Dopo il sermone, il momento solenne dell’impegno dei sinodali: una sorta di patto, sigillato con strette di mano e con un “sì” pronunciato di fronte all’assemblea, con la preghiera di benedizione e aiuto nella fede.
“Vogliamo entrare negli spazi aperti, in cui Tu ci inviti”, sono alcune delle parole della preghiera di intercessione letta durante il culto, dedicata anche all’incontro con le persone che sono diverse o stranieri, alle persone svantaggiate, che non hanno la forza di esigere qualcosa da soli. E ancora: “Liberaci dalla ristrettezza in cui cadiamo continuamente, affinché possiamo dare spazio alla speranza per un mondo di giustizia e di pace”.
“All’opera, per il raccolto del Signore” è il tema scelto dalla Presidenza per questa edizione, che vede in particolare impegnati i circa 50 delegati provenienti da tutta Italia per le elezioni di Decano/a e vice-decano/a, per le decisioni sulle questioni finanziarie, diaconali e strutturali della Chiesa.
I lavori sono entrati nel vivo nel tardo pomeriggio, con le relazioni del presidente e del Decano, alla presenza anche di ospiti illustri. Fra questi, il consigliere ecclesiastico della Chiesa evangelica in Germania (EKD), Olaf Waßmuth. Il presidente della FCEI, pastore Daniele Garrone. La moderatora della Tavola valdese, diacona Alessandra Trotta. Il presidente dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI), pastore Alessandro Spanu. Tara Curlewis, pastora dell’Ufficio ecumenico delle chiese riformate di Roma. Matthew Laferty, pastore dell’Ufficio ecumenico metodista di Roma. Simone Morandini, presidente del Segretariato per le attività ecumeniche (SAE).
Nel suo intervento al Sinodo, il Decano uscente ha tracciato un bilancio dell’anno trascorso, segnato soprattutto dalla grave crisi legata alla questione della richiesta di restituzione di fondi Otto per mille da parte del Ministero. Il contenzioso ha costretto la CELI ad attivare una rete di solidarietà interna. Accanto alle difficoltà economiche, il Decano ha richiamato i cambiamenti nel personale pastorale, il rafforzamento dei rapporti con l’EKD e delle collaborazioni ecumeniche internazionali, oltre al proseguimento del progetto dei microfinanziamenti, considerato uno strumento strategico per creare reti sul territorio e rafforzare il sostegno all’Otto per mille luterano. Riflettendo sul tema del Sinodo, “La messe è molta, ma gli operai sono pochi”, ha invitato a spostare lo sguardo dalla scarsità delle forze disponibili alla ricchezza delle opportunità di testimonianza e servizio, ricordando che il compito delle comunità è anzitutto riconoscere i bisogni delle persone e mettersi al loro servizio. In conclusione, nel salutare la CELI al termine dei suoi otto anni di ministero in Italia e quattro da Decano, ha espresso gratitudine per il cammino condiviso, riconoscendo anche i propri limiti e affidando al nuovo Decano il futuro della Chiesa con un augurio di benedizione.
Carsten Gerdes ha concluso con “Uno sguardo al futuro”. Dall’11 al 13 settembre infatti si terranno le Giornate CELI a Merano. “Il tema è la diversità. Vi aspettano interessanti proposte in un ampio ventaglio che spazia dalla coltivazione delle mele al canto corale, con persone provenienti da tutta Italia”.
I lavori del Sinodo luterano proseguono venerdì con lavori di gruppo e approfondimenti, con alcuni enti beneficiari dell’Otto per mille luterano ospiti speciali, e sabato con le elezioni. Appuntamento per il culto di chiusura, domenica presso la Christuskirche di Roma in via Sicilia 70, dove verranno insediati i Decani neoeletti.
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Foto Naomi Cino
























