Roma (NEV), 8 maggio 2026 – Abbiamo chiesto a Daniele Parizzi di raccontarci il campo giovani promosso dal Servizio istruzione ed educazione (SIE) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Stiamo parlando del Campo “Visioni”, tenutosi a Ischia presso la Casa Concordia dell’Esercito della Salvezza, dall’1 al 3 maggio scorsi.
Daniele Parizzi, coordinatore del campo SIE, è insegnante e membro della chiesa valdese di Torino.
di Daniele Parizzi
Dice il profeta Gioele (2:28): «I vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni». Ma i giovani di oggi sono ancora in grado di avere visioni? Sono capaci di impegnarsi, assumersi responsabilità e formarsi per realizzare i propri sogni? Il filosofo Umberto Galimberti, nell’introduzione del suo “La parola ai giovani”, afferma che «il futuro che la nostra cultura prospetta ai giovani non è una promessa come lo era per i loro padri, ma qualcosa del tutto imprevedibile, che non retroagisce come motivazione capace di sostenere l’impegno».
È quindi vero che i giovani non sognano più un futuro né si impegnano per realizzarlo? Quello che è accaduto a Ischia, sembra smentire questa ipotesi. In quei giorni, all’interno di questa meravigliosa cornice, si è infatti svolto il campo giovani del Servizio istruzione ed educazione (SIE) della FCEI, dal titolo ambizioso Visioni.
Spesso i giovani sono invitati a impegnarsi nelle scuole domenicali, nei centri e nelle colonie estive e, più in generale, nelle attività educative delle nostre chiese; si pensa comunemente che siano incarichi semplici, adatti a chi ha “pochi anni sulle spalle”. In realtà, affidare loro queste responsabilità è un’opportunità: coinvolgendoli concretamente nell’azione educativa stiamo preparando e mettendo nelle loro mani il futuro della Chiesa che vivono e che vivranno.
Il SIE offre da decenni strumenti e formazione a chi desidera impegnarsi nel lavoro educativo nelle chiese, riservando da sempre uno sguardo particolare ai più giovani chiamati a questo servizio.
Il campo ha coinvolto un piccolo gruppo, numericamente contenuto ma molto motivato, di ragazze e ragazzi provenienti da chiese battiste, metodiste, valdesi e dell’Esercito della Salvezza di tutta Italia – dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia – con età comprese tra i 17 e i 25 anni. Molti sono stati incoraggiati dal proprio pastore o dalla comunità locale, che ha talvolta sostenuto anche la partecipazione economicamente, mentre la FCEI ha coperto i costi della permanenza a Casa Concordia, nella convinzione che investire sui giovani sia fondamentale per il futuro e il presente delle nostre chiese.
I temi affrontati hanno riguardato la vocazione personale, le visioni e i sogni individuali, le proprie esperienze educative, ma si è anche lavorato su aspetti pratici del lavoro educativo: tutela dei minori, strategie di inclusione, strumenti per lavorare adeguatamente con le diverse fasce d’età, cura della dimensione ecologica, attenzione alla musica, alla corporeità e alla dimensione narrativa nell’educazione.
Il campo si è concluso con un grande culto in cui i partecipanti si sono uniti alla comunità dell’Esercito della Salvezza di Ischia. Il culto è stato pensato per essere accessibile e significativo per tutte le età: dai più piccoli fino agli anziani.
Concludo tornando agli interrogativi iniziali: i giovani di oggi sono ancora capaci di visione? Probabilmente vivono in un mondo particolarmente caotico, segnato da conflitti politici e sociali, nel quale la loro stessa vita è posta in una condizione di particolare fragilità che rende più difficile guardare al futuro. Ciononostante c’è un motivo di speranza: nelle nostre comunità evangeliche ci sono giovani che hanno ancora, nonostante tutto, il desiderio di mettersi in gioco e in discussione, di sognare insieme e di avere visioni, ed impegnarsi affinché queste visioni possano diventare semi per la realizzazione delle chiese del futuro e del mondo di domani.



























