Comunione mondiale di chiese riformate: ogni atto di ingiustizia ferisce Dio

Foto tratta da https://riforma.it/2026/05/18/ogni-atto-di-ingiustizia-ferisce-dio/

Roma (NEV/Riforma), 18 maggio 2026 – Il Comitato esecutivo della Comunione mondiale delle chiese riformate (CMCR/WCRC) si è riunito ad Hannover, in Germania, per il primo incontro in presenza dopo il 27° Consiglio generale a Chiang Mai lo scorso autunno.

«Ci riuniamo come Comunione in un mondo scandaloso che peggiora a un ritmo allarmante – si legge nell’ampi documento finale -. Non è un tempo di conforto o di stabilità, ma di profondo disordine: disuguaglianze incredibili, collasso ecologico, crescente militarizzazione, crollo del diritto internazionale, erosione delle istituzioni multilaterali e aggravamento della crisi dei diritti umani.

Oggi, nel 2026, i segni dei tempi non si sono attenuati.

Il mondo continua a lottare contro molteplici conflitti e guerre in corso, senza una chiara fine all’orizzonte. I disordini in Medio Oriente, i cessate il fuoco che non riescono più a fermare le uccisioni a Gaza e in Libano, la guerra in corso in Ucraina. Il Sudan continua a sanguinare, il Camerun è dilaniato dalla guerra civile. La catastrofe climatica accelera: inondazioni, incendi, uragani e sfollati sono ormai il triste ritmo del lamento del Creato, mentre le minoranze cristiane vengono perseguitate in tutto il mondo. Il lungo embargo contro Cuba si sta aggravando. Il nazionalismo cristiano, il sionismo cristiano e la supremazia bianca continuano a lacerare il tessuto della democrazia e la testimonianza del nostro Vangelo, l’estremismo di destra si diffonde in tutta Europa. Il patriarcato e la mascolinità tossica continuano a mercificare i corpi. Gli investimenti nelle armi nucleari mettono a rischio tutti. Le guerre hanno un impatto economico deleterio sui poveri. Gli imperi del mondo rendono le persone e le nazioni sacrificabili».

Poi una riflessione su un momento toccante, al di fuori delle canoniche riunioni: 

«Abbiamo visitato il campo di concentramento di Bergen-Belsen, un’esperienza che ci ha fatto riflettere profondamente su dove possono condurre il silenzio, la complicità e la strumentalizzazione del Vangelo. Questo rende la testimonianza delle nostre chiese membri tedesche ancora più significativa. Oggi, esse operano in una società segnata da un profondo declino istituzionale: congregazioni in calo, membri che invecchiano e una crescente secolarizzazione. Eppure, proprio in questa fragilità, continuano a porsi la domanda più difficile: come può la Chiesa rimanere profetica? Come può dire la verità al potere onorando al contempo la sua storica vocazione all’educazione e alla trasformazione sociale?

Questa domanda non riguarda solo loro. L’ascesa del nazionalismo cristiano – la fusione della fede con l’identità etnica, il potere politico e un’ideologia escludente – rappresenta oggi una delle minacce più urgenti sia per la democrazia che per l’autentica testimonianza cristiana»…

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