Parola alle donne

In occasione della XXXVIII edizione del Salone del libro di Torino è stato presentato ieri il volume dal titolo “Parola alle donne - No women no panel: monitoraggio e numeri del cambiamento”

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Roma (NEV), 19 maggio 2026 – “Per secoli, anzi millenni, la voce delle donne è stata messa tacere, relegata nell’intimità domestica, nel chiacchiericcio dell’aia, liberata solo nel frastuono del mercato, nel canto di lavoro o di cura, nel lamento dei riti funebri. È un timbro maschile a suonare nell’agorà, nelle tribune, nelle aule, per declamare discorsi, rievocare eroiche gesta, dissertare di nuove scoperte”, ha ricordato Arianna Voto, giornalista Rai e coordinatrice del progetto “No Women No panel”, in occasione della XXXVIII edizione del Salone del libro di Torino presentando ieri il volume dal titolo “Parola alle donne – No women no panel: monitoraggio e numeri del cambiamento”. Libro e strumento prezioso utile per dare la parola alle donne e per ricordare un’iniziativa – nata nel 2018 in seno alla Commissione europea e adottata dalla Rai nel 2021 sotto la direzione di Simona Sala di Rai Radio 1- per “promuovere e far rispettare un equilibrio di genere nel dibattito pubblico”, iniziativa alla quale l’allora presidente della Federazione donne evangeliche (FDEI), Gabriela Lio aveva aderito. Una collaborazione che persiste anche con l’attuale presidenza della pastora metodista, Mirella Manocchio.

 

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A presentare il Rapporto, oltre a Arianna Voto (presso la vasta area della Rai presso l’Oval): Marina Calloni, Ordinaria di filosofia politica e sociale Università di Milano Bicocca,Juan Carlos De Martn, Ordinario di ingegneria informatica Politecnico di Torino, Maria Clelia Romano, Dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di Statistica, e con la moderazione di Francesco Marino, Caporedattore centrale Tgr Piemonte. Inoltre, a impreziosire il dibattito anche un contributo video di Fabiola Gianotti (già direttrice del Cern) e la presenza in platea la direttrice del salone del libro di Torino, Annalena Benini. 

  

Parola alle donne intende mantenere all’ordine del giorno di istituzioni, enti, società civile, il diritto delle donne di esercitare, attraverso la parola pubblica, il ‘potere’ di esprimere idee, competenze, talenti esperienze, partecipando pubblicamente a un confronto aperto e plurale per la costruzione di un senso condiviso, nel rispetto della Costituzione delle leggi. Un esercizio del potere della parola – ha rilevato la coordinatrice Arianna Voto – troppo lungo negato alle donne, non perché se ne faccia un uso gerarchico e dispotico, assumendo un modello patriarcale, ma per offrire realmente a tutti la possibilità di un confronto più ampio e rappresentativo dell’intera società”.

Il volume si sviluppa con sguardi culturali e filosofici: genere, la realtà sessuata; la genealogia del concetto di genere tra soggettivizzazione, il potere e il riconoscimento; la differenza sessuale, il transfemminismo e l’intersezionalità sono alcuni dei temi trattati; e ancora entrando nell’analisi delle generazioni e della violenza; del gender equality e il mainstreaming; passando per la dialettica tra i femminismi e le epistemologie femministe, infine, le prassi, l’etica della cura e la pubblica amministrazione e la prospettiva femminista nell’orizzonte costituzionale. 

 Poi, la sezione dedicata al monitoraggio di genere nel 2025 con dati e grafici, e quella dedicata alle politiche e agli strumenti per un necessario e possibile  cambiamento. 

A concludere il volume tre testimonianze: Hadja Lahbib, Fabiaol Gianotti e Antha Comellini. 

“‘Parola alle donne’, pubblicato meritoriamente da Rai Libri (Rai per la sostenibilità Esg) – conclude Voto – s’inserisce, come strumento di restituzione, analisi e diffusione del progetto, rendendone visibili gli effetti, le criticità e le prospettive di sviluppo, contribuendo a consolidare il valore come pratica istituzionale replicabile”.