Roma (NEV), 1° giugno 2026 – Uniti dalle parole di Gesù, così è intitolato il volume che raccoglie le predicazioni di Paolo Ricca alla Comunità di Sant’Egidio. Curato da Paolo Sassi e con l’introduzione di Andrea Riccardi, il libro è stato pubblicato ad agosto 2025 dall’editore di Matera di origini pentecostali, Timoteo Papapietro, per le Edizioni Magister.
La recente presentazione del libro al Salone Internazionale del Libro di Torino è diventata l’occasione per una profonda riflessione firmata dal pastore Giuseppe Platone, pastore valdese emerito, che pubblichiamo qui di seguito.
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Uniti dalle parole di Gesù: l’eredità ecumenica di Paolo Ricca
Nel leggerle – sono poco più di una ventina di predicazioni – sembra, per chi l’ha frequentato, di rivederlo: proteso sul pulpito come un antico retore greco o latino, con le parole che scendono da lassù chiare, a volte lapidarie, intervallate da istanti di silenzio interrotti a loro volta da impennate vocali o toni sommessi.
Non ti annoiavi mai ad ascoltarlo. È Paolo Ricca che continua a parlarci, ancora oggi, e non ci annoiamo leggendolo perché è come riascoltarlo. Anzi, alla sua scuola impariamo sempre cose nuove, come nel caso della recente raccolta di alcune delle predicazioni che ha tenuto per la preghiera serale a Santa Maria di Trastevere, appuntamento fisso della Comunità di Sant’Egidio.
Un amico di Ricca, Paolo Sassi, ha diligentemente trascritto, nel corso di alcuni anni, queste pubbliche riflessioni brevi e incisive. L’ultima predicazione a essere trascritta risale al gennaio del 2024, lo stesso anno che, ad agosto, vedrà la sua scomparsa. Pioniere dell’ecumenismo in Italia, storico e teologo, è stato certamente una delle voci più autorevoli e apprezzate del protestantesimo storico italiano del dopoguerra. Questa nuova raccolta di predicazioni, che Ricca ha potuto ancora vedere e di cui ha scritto una breve prefazione, è stata presentata al recente Salone del Libro di Torino.
Tra le osservazioni emerse colpisce il fatto che siano predicazioni di un protestante storico in una chiesa cattolica, tenute su espresso invito della stessa Comunità di Sant’Egidio. Ed è sempre un cattolico che ha voluto trascrivere le omelie di Ricca pronunciate in quella storica chiesa romana. Ultimo ma non per importanza, il tutto verrà pubblicato da un editore evangelico pentecostale di nome Timoteo Papapietro.
«Ecco, tutto questo mi piace – afferma Ricca – perché raccoglie le parole dette da un protestante in una comunità cattolica e viene pubblicato da un pentecostale. Tutto questo mi piace molto e spero che piaccia anche a voi. Per me è un modo per esprimere, in qualche maniera e per come possiamo coi nostri poveri mezzi, questo fatto: che Dio è più grande delle chiese. È anche più buono delle chiese». Ma da dove arriva tutta questa energia che nutre la ricerca dell’unità cristiana? «La forza che – se mai vedrà la luce nella storia umana questa chiesa di tutti i cristiani e di tutte le cristiane – sarà – conclude Ricca – nella chiesa raccolta intorno alle parole di Gesù».
Nell’introduzione al libro, Andrea Riccardi, storico, saggista e fondatore nel 1968 della Comunità di Sant’Egidio, svolge alcune considerazioni che vale la pena di leggere. Tra queste ne segnalo una che riguarda la grande amicizia tra i due storici Paolo Ricca e Valdo Vinay, avvicendatisi alla cattedra di Storia della chiesa alla Facoltà valdese. Ricca considerava Vinay un suo maestro anche nell’esercizio omiletico. Lo stesso Vinay, scomparso nel 1990, aveva iniziato un suo percorso di profonda amicizia con la Comunità di Sant’Egidio, a cui predicava regolarmente e offriva lezioni di teologia e storia. Questo suo esercizio volontario continuò anche negli ultimi anni, quando sopraggiunse la cecità. Ricca ha continuato a percorrere il sentiero iniziato da Vinay.
Andrea Riccardi, persona sobria e misurata, usa parole di grande affetto e stima per entrambi questi nostri due teologi e allarga il suo sguardo all’intera chiesa valdese: «Minoranza – sapida, ma una minoranza – che ha prodotto tante personalità di fede, come è stato Paolo Ricca, così significative per il cristianesimo italiano ma anche per la cultura italiana e il nostro Paese».
Tutto questo, sinceramente, ci commuove. Non essendo iscritti al registro del fishing for compliments (cercatori di complimenti), le parole sincere che ci indirizzano gli amici e le amiche cattoliche di Sant’Egidio ci incoraggiano a proseguire nell’impegno ecumenico, che finisce per arricchire spiritualmente chi realmente vi partecipa. Tutto sommato, il libro in questione è frutto di sinergie profonde che riguardano la fede in Colui che l’ha suscitata in noi, malgrado non lo meritiamo.




























