Il coraggio di essere

Immagine tratta da chiesavaldese.org

Roma (NEV/chiesavaldese.org), 3 giugno 2026 – Riprendiamo dalla rubrica “Un pensiero in libertà” del pastore Marco di Pasquale.


In un’epoca di appartenenze urlate e identità blindate, il pensiero del teologo e filosofo Paul Tillich torna a interrogarci con forza sorprendentemente attuale. La sua critica al “Dio come ente supremo” non nasceva da un rifiuto della fede, ma dal tentativo di salvarla dalla riduzione ideologica.

Nel tempo presente, pervaso da nazionalismi religiosi e nuove forme di fanatismo politico, la fede è spesso piegata a bandiera identitaria: Dio è invocato per delimitare confini, giustificare esclusioni, legittimare leadership autoritarie. Persino in Europa la religione riaffiora come simbolo di appartenenza più che come cammino spirituale.

Ora, rileva Tillich, quando Dio diventa un ente fra gli enti, una cosa fra le cose, in forma di soggetto onnipotente che pretende cieca obbedienza e sottomissione a verità preconfezionate, la fede smette di essere ricerca di senso. Trasformata in apparato di controllo, non è più capace di parlare all’inquietudine umana. Di fronte a questo, l’ateismo moderno non cancella necessariamente la possibilità della fede: spesso va soltanto a distruggere gli idoli.

Tillich invita ad abitare il dubbio…

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