La Spezia. Carta d’intenti ecumenica per disarmo e nonviolenza con Eirene

immagine tratta dalla locandina del Cantiere CIPAX a Verona, giugno 2025

Roma (NEV), 4 giugno 2026 – Promuovere una cultura della pace, del disarmo e della nonviolenza in una città fortemente segnata dalla presenza dell’industria militare. È questa la sfida raccolta da Eirene, Cristiani per la Pace, il gruppo interconfessionale nato dall’incontro tra chiese evangeliche e associazioni laicali cattoliche della Spezia e della sua provincia, la cui Carta d’intenti è stata presentata il 29 maggio nel corso di un convegno dedicato al rapporto tra fede, ecumenismo e costruzione della pace.

La Carta, lanciata il 21 maggio scorso nell’anniversario della Prima Assemblea ecumenica europea di Basilea nel 1989 sul tema «Pace nella giustizia», definisce identità e obiettivi del percorso comune. Nel documento si afferma che i partecipanti si sentono guidati dal Vangelo, che chiama a essere «costruttori e costruttrici di pace» e che «non siamo chiamati solo a fare la pace ma ad essere pace». L’impegno condiviso riguarda la formazione e l’informazione sui temi della pace, del disarmo, della nonviolenza e della riconciliazione, ma anche la ricerca di azioni concrete capaci di prevenire e sanare i conflitti a partire dalle realtà locali.

Maria Elena Lacquaniti, screenshot dal servizio di Tele Liguria Sud sul convegno Eirene, 29 maggio 2026

Tra gli interventi, quello di Maria Elena Lacquaniti, coordinatrice della Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e Ambasciatrice di pace dell’UCEBI.

Lacquaniti ha proposto una riflessione dal titolo «Per una fede disarmata: chiese e dialogo ecumenico in Italia per la nonviolenza e la pace».

Riprendendo il pensiero del teologo valdese Paolo Ricca, Lacquaniti ha ricordato come spesso «la fede in un Dio disarmato, vincente per la sola forza dell’amore e della Parola» abbia lasciato il posto alla convinzione di alcuni che la pace vada conquistata con le armi. Una frattura che, secondo la relatrice, continua a interrogare profondamente le chiese e la società contemporanea.

Nel corso del convegno è stato inoltre richiamato il Patto tra le Chiese cristiane in Italia, sottoscritto a Bari, a gennaio, firmato da diciotto denominazioni cristiane come segno di un cammino ecumenico che per il bene comune, la giustizia, la pace e il dialogo tra i popoli.

Al centro dell’intervento di Lacquaniti anche il tema del disarmo, parola che, a suo avviso, resta ancora troppo poco presente nel dibattito pubblico e nei documenti ecclesiali.

«La parola disarmo non c’è e farebbe la differenza perché renderebbe meno evasivo l’impegno che dobbiamo prendere», ha affermato, sottolineando come essa obblighi a mettere in discussione «quel sistema finanziario, economico, politico che oggi arma le guerre e sostituisce la diplomazia con i conflitti armati».

La relatrice ha inoltre richiamato la recente Nota pastorale della Conferenza episcopale italiana che invita a educare a una «pace disarmata e disarmante», ricordando che «i portatori di pace, coloro che costruiscono ponti per la fratellanza tra i popoli, sono operai ed operaie di un’utopia che si realizza in una società inclusiva e in armonia con il Creato».

Presentando le numerose esperienze di collaborazione tra chiese, associazioni e reti impegnate per la pace, Lacquaniti ha parlato di un «ecumenismo dal basso», fatto di relazioni, dialogo e iniziative condivise. Fra queste, i Friday for Peace, la collaborazione con la Rete italiana pace e disarmo, con il Centro interconfessionale per la pace (CIPAX) e altre. «Io credo in questo percorso verso la pace», ha concluso. «Lo vedo crescere forte, sano, in armonia tra parti diverse, ma tutte desiderose di unirsi e convergere verso l’unico obiettivo: scongiurare le guerre».

A inizio incontro, il messaggio del dodicenne Federico, Ambasciatore di pace, che ha ricordato come la pace non riguardi soltanto i rapporti tra i popoli ma tutte le relazioni che attraversano la vita umana. «La pace non è solo fra popoli e popoli. Ma anche fra esseri umani tra loro. Fra esseri umani e animali, fra esseri umani e natura. Per essere in pace in tutti questi contesti bisogna anche essere in pace con se stessi». Un invito alla cura di sé e all’amore verso il prossimo, per costruire la pace a partire dalle relazioni quotidiane.


Scarica qui la

Carta di Intenti


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l’Intervento integrale di Maria Elena Lacquaniti


Uno screenshot dal servizio di Tele Liguria Sud sul convegno del 29 maggio 2026 a La Spezia

Il convegno ha visto anche l’introduzione di Sandra Spada (Pastora della Chiesa Cristiana Evangelica Battista della Spezia). Il saluto di Mons. Luigi Ernesto Palletti (Vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato). Il saluto di Pierluigi Peracchini (Sindaco della Spezia). La relazione di Donata Horak (Canonista, Vicepresidente del Coordinamento Teologhe Italiane) sulla nota Pastorale della CEI “Educare a una pace disarmata e disarmante”. Quella di Giorgio Pagano (Rete spezzina Pace e Disarmo) su “Chiese cristiane e Reti sociali per la pace: una lettura laica e politica”.

Convegno organizzato e promosso da diverse Associazioni laicali cattoliche e Chiese riformate della Spezia del gruppo interconfessionale “Eirene, Cristiani per la Pace – La Spezia”. Ecco l’elenco completo: ACLI, Associazione Mondo Nuovo Caritas, Azione Cattolica, Betania Amici del Sermig, Chiesa Cristiana Evangelica Battista, Chiesa Evangelica Metodista, Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, Movimento dei Focolari. Aderisce la Rete Spezzina Pace e Disarmo.

TeleLiguriaSud ha trasmesso il convegno in diretta sul suo canale YouTube.

Qui il servizio: