Roma (NEV), 5 giugno 2026 – La Rassegna stampa NEV – Notizie evangeliche, ecumeniche, inter-fedi. Per segnalazioni scrivi a nev@fcei.it
Cristiani in Cisgiordania
Una campagna per sensibilizzare le chiese riformate di tutto il mondo sulla situazione dei cristiani in Cisgiordania, e in particolare su Ush Ghurab, un territorio di Beit Sahour vicino a Betlemme: è quanto la Comunione mondiale di chiese riformate (CMCR) con sede a Hannover (Germania) ha lanciato in queste settimane, caricando sul proprio sito schede informative relativamente alla situazione dell’occupazione militare israeliana…
Cisgiordania. Focus su Ush Ghurab a Betlemme – Voce Evangelica
Antisemitismo, presa di posizione ufficiale della Chiesa riformata svizzera
Svizzera, chiese unite contro le terapie di conversione
A fine maggio, la Chiesa evangelica riformata svizzera (EKS – Evangelisch-reformierte Kirche Schweiz) e la Conferenza dei vescovi svizzeri (SBK – Schweizer Bischofskonferenz) hanno espresso una posizione comune contro le cosiddette “terapie di conversione”, ritenute dannose e incompatibili con la cura pastorale. Le due istituzioni chiedono maggiore tutela per minori e persone vulnerabili, affermando che queste pratiche violano la dignità umana e possono causare gravi danni psicologici. Sul piano politico, il Consiglio federale svizzero ha rinviato all’autunno la pubblicazione di un rapporto sul tema e sull’eventuale necessità di una regolamentazione specifica, suscitando critiche da parte della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale, che già nel 2022 aveva chiesto il divieto e sanzioni contro tali pratiche. Secondo i dati di ILGA World, solo 17 paesi ONU hanno introdotto un divieto nazionale delle terapie di conversione, mentre 65 paesi criminalizzano ancora i rapporti consensuali tra persone dello stesso sesso.
“Stellungnahmen von katholischer und reformierter Kirche: Fast klare Kante zu Konversionsmassnahmen”
Indice arcobaleno
Chiesa evangelica di Westfalia tra i promotori della manifestazione per il clima a Hamm
Chiesa presbiteriana: gli inni che resistono al nazionalismo cristiano
Secondo quanto riportato dal Presbyterian News Service il 26 maggio, oltre 300 partecipanti si sono registrati al webinar “Hymns That Resist Christian Nationalism”, organizzato dai pastori e innografi Carolyn Winfrey Gillette e Stephen M. Fearing. L’evento è stato ospitato dalla Clergy Emergency League, rete USA che si oppone al nazionalismo cristiano promuovendo democrazia e diritti civili. Il webinar si è aperto con un parallelo sulla Germania nazista e la manipolazione degli inni negli anni ’40, usati per eliminare i riferimenti ebraici e rafforzare il regime: un monito sui rischi dell’intreccio tra fede e potere politico. Il nazionalismo cristiano è stato definito una “contro-liturgia” che sostituisce il Vangelo con l’identità nazionale. Da qui l’obiettivo di offrire strumenti liturgici alternativi tramite canti e testi biblici orientati a giustizia e cura dei vulnerabili. Come detto da Fearing: “Abbiamo bisogno di inni che rifiutino l’arroganza nazionale e smascherino gli idoli di violenza, avidità e paura”




























