Rassegna stampa NEV – Notizie evangeliche, ecumeniche, inter-fedi

Cristiani in Cisgiordania / Antisemitismo, presa di posizione ufficiale della Chiesa riformata svizzera / Svizzera, chiese unite contro le terapie di conversione / Indice arcobaleno / Chiesa evangelica di Westfalia tra i promotori della manifestazione per il clima / Chiesa presbiteriana: gli inni che resistono al nazionalismo cristiano

Foto NEV

Roma (NEV), 5 giugno 2026  – La Rassegna stampa NEV – Notizie evangeliche, ecumeniche, inter-fedi. Per segnalazioni scrivi a nev@fcei.it


Cristiani in Cisgiordania

Una campagna per sensibilizzare le chiese riformate di tutto il mondo sulla situazione dei cristiani in Cisgiordania, e in particolare su Ush Ghurab, un territorio di Beit Sahour vicino a Betlemme: è quanto la Comunione mondiale di chiese riformate (CMCR) con sede a Hannover (Germania) ha lanciato in queste settimane, caricando sul proprio sito schede informative relativamente alla situazione dell’occupazione militare israeliana…

Cisgiordania. Focus su Ush Ghurab a Betlemme – Voce Evangelica


Antisemitismo, presa di posizione ufficiale della Chiesa riformata svizzera
La Chiesa evangelica riformata svizzera ha pubblicato il documento «Contro l’antisemitismo nella Chiesa e nella società», affermando che «l’antisemitismo è incompatibile con la fede cristiana». La presa di posizione nasce dalla constatazione di una crescente visibilità dell’antisemitismo in Europa e in Svizzera.
Nel testo, articolato in sette punti, la Chiesa riconosce la propria responsabilità storica e sottolinea che solo un confronto con le colpe del passato rende credibile l’impegno attuale. Richiamando le radici ebraiche del cristianesimo, il Consiglio ribadisce che Gesù era ebreo e che la fede cristiana è legata alla Bibbia ebraica.
Sul conflitto in Medio Oriente, la Chiesa evangelica riformata svizzera afferma che la critica allo Stato di Israele è legittima, ma non deve scivolare in schemi antisemiti. La Chiesa chiede un linguaggio responsabile e un impegno concreto contro antisemitismo e razzismo nella predicazione, nella formazione e nella vita comunitaria.

Svizzera, chiese unite contro le terapie di conversione

A fine maggio, la Chiesa evangelica riformata svizzera (EKS – Evangelisch-reformierte Kirche Schweiz) e la Conferenza dei vescovi svizzeri (SBK – Schweizer Bischofskonferenz) hanno espresso una posizione comune contro le cosiddette “terapie di conversione”, ritenute dannose e incompatibili con la cura pastorale. Le due istituzioni chiedono maggiore tutela per minori e persone vulnerabili, affermando che queste pratiche violano la dignità umana e possono causare gravi danni psicologici. Sul piano politico, il Consiglio federale svizzero ha rinviato all’autunno la pubblicazione di un rapporto sul tema e sull’eventuale necessità di una regolamentazione specifica, suscitando critiche da parte della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale, che già nel 2022 aveva chiesto il divieto e sanzioni contro tali pratiche. Secondo i dati di ILGA World, solo 17 paesi ONU hanno introdotto un divieto nazionale delle terapie di conversione, mentre 65 paesi criminalizzano ancora i rapporti consensuali tra persone dello stesso sesso.

“Stellungnahmen von katholischer und reformierter Kirche: Fast klare Kante zu Konversionsmassnahmen”


Indice arcobaleno
Uno studio valuta le chiese europee sull’inclusione LGBTQI+ Lo stato dell’arte nelle chiese europee sull’inclusione delle persone LGBTQI+: restano forti differenze tra confessioni e Paesi. Lo rileva il “Rainbow Index of Churches in Europe” (RICE) 2025, pubblicato dal Forum europeo dei gruppi cristiani LGBTQI+. Questo “Indice arcobaleno” valuta apertura e inclusività delle chiese rispetto alla diversità sessuale e di genere. Lo studio prende in esame non solo documenti ufficiali, ma anche esperienze vissute da credenti LGBTQI+. Le chiese protestanti ottengono in generale i risultati migliori; tra gli esempi positivi è citata la Comunione di chiese protestanti in Europa (CPCE). Il rapporto segnala inoltre alcune aperture nella Chiesa cattolica e maggiori resistenze in ambito ortodosso. Tra le sfide future: linguaggio rispettoso, coerenza tra dichiarazioni e pratiche, tutela della dignità e dei diritti umani.


Chiesa evangelica di Westfalia tra i promotori della manifestazione per il clima a Hamm
Circa 5.000 persone hanno partecipato il 30 maggio a Hamm, in Germania occidentale, a una manifestazione pacifica contro il progetto del governo federale di costruire nuove centrali a gas per garantire la sicurezza elettrica.
L’iniziativa è stata promossa da organizzazioni ambientaliste come Campact, Fridays for Future, Greenpeace e BUND. Tra i sostenitori anche la Chiesa evangelica di Westfalia, che ha invitato a partecipare con lo slogan: «Futuro invece di gas! Chiesa in strada».
I promotori ecclesiali hanno ribadito che l’impegno per il clima rientra nella responsabilità cristiana verso il creato, chiedendo più rinnovabili, reti e sistemi di accumulo, misure sociali per una transizione sostenibile e il progressivo abbandono dei combustibili fossili.

Chiesa presbiteriana: gli inni che resistono al nazionalismo cristiano

Secondo quanto riportato dal Presbyterian News Service il  26 maggio, oltre 300 partecipanti si sono registrati al webinar “Hymns That Resist Christian Nationalism”, organizzato dai pastori e innografi Carolyn Winfrey Gillette e Stephen M. Fearing. L’evento è stato ospitato dalla Clergy Emergency League, rete USA che si oppone al nazionalismo cristiano promuovendo democrazia e diritti civili. Il webinar si è aperto con un parallelo sulla Germania nazista e la manipolazione degli inni negli anni ’40, usati per eliminare i riferimenti ebraici e rafforzare il regime: un monito sui rischi dell’intreccio tra fede e potere politico. Il nazionalismo cristiano è stato definito una “contro-liturgia” che sostituisce il Vangelo con l’identità nazionale. Da qui l’obiettivo di offrire strumenti liturgici alternativi tramite canti e testi biblici orientati a giustizia e cura dei vulnerabili. Come detto da Fearing: “Abbiamo bisogno di inni che rifiutino l’arroganza nazionale e smascherino gli idoli di violenza, avidità e paura”