Roma (NEV), 10 giugno 2026 – di Naomi Cino – Otto concerti gratuiti da novembre a giugno per lasciare un segno tangibile nel tessuto culturale di Roma, offrendo momenti musicali a residenti, turisti, appassionati e neofiti. Con questo ricco percorso si avvia alla conclusione la seconda stagione di “Music Bridge – Un ponte per la musica”, un progetto realizzato grazie ai fondi dell’Otto per mille della Chiesa Valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi.
L’appuntamento per il concerto di chiusura della stagione è fissato per venerdì 12 giugno alle ore 19:30, presso la Chiesa metodista di Ponte Sant’Angelo, confermando l’ambizioso obiettivo del progetto: utilizzare la musica come strumento per abbattere barriere culturali e religiose, creando ponti tra persone di diverse origini, credenze ed esperienze.
Una risposta alla crisi della cultura
Nato da un’idea della pastora e flautista Sarah Mae Gabuyo, per fare della Chiesa metodista di Ponte Sant’Angelo un punto di riferimento culturale e uno spazio aperto alla città, il progetto Music Bridge ha saputo intercettare i bisogni del territorio. In un’epoca segnata da incertezze economiche e da una diffusa contrazione della partecipazione pubblica agli eventi culturali, il progetto ha voluto offrire un segno di speranza.
L’iniziativa ha infatti rappresentato uno spazio di visibilità per giovani talenti della musica, spesso freschi di diploma o in procinto di concludere gli studi presso prestigiosi istituti, come il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. La rassegna ha visto alternarsi cantanti liriche ed ensemble di archi, pianoforte, chitarre e flauti, che hanno offerto occasioni di crescita professionale ai talenti emergenti e percorsi di ascolto profondo al pubblico. Da quest’anno, inoltre, il progetto si è ampliato, includendo lezioni musicali dedicate ai bambini e alle bambine, in grado di promuovere l’apprendimento musicale e l’uso degli strumenti.
Il progetto ha saputo stimolare la curiosità non solo del quartiere, ma dell’intera città e delle aree di Tivoli e Anguillara, richiamando la partecipazione attiva di appassionati e appassionate, oltre a quella di giovani studenti e studentesse del conservatorio. In un’area fortemente esposta ai flussi turistici, la Chiesa metodista di Ponte Sant’Angelo ha aperto le proprie porte all’insegna dell’ospitalità: i concerti, seguiti da momenti di rinfresco e convivialità, hanno offerto un’occasione preziosa per vivere questa calda accoglienza, scoprendo da vicino la storia e la vita della comunità.
Dall’armonia di Mozart all’energia del Gospel
Se l’apertura della stagione era stata affidata alla precisione classica dei Quartetti per flauto e archi di Mozart, con l’interpretazione d’eccezione di Raffaele Trevisani, Francesco Borali, Emilio Eria e Livia Rotondi, la chiusura della rassegna parlerà i linguaggi della musica gospel e dell’ecumenismo.
Ad esibirsi, venerdì 12 giugno, sarà infatti il coro gospel metodista Kefas, proveniente da Copenaghen (Danimarca). Fondato nel 1975 da Peter Steinvig – noto al pubblico italiano per la sua esibizione al Gospel Jubilee Festival di Torino nel 2001 – Kefas è storicamente il primo coro gospel nato in terra danese. Diretto per l’occasione in Italia da Helene Bom, il coro trae il suo nome dal termine aramaico Kefas (“roccia”), un chiaro richiamo ai versetti del Salmo 40 (3-4) e alla solida certezza rappresentata da Gesù Cristo. La formazione, interconfessionale ed ecumenica del coro, accoglie coriste e coristi di qualsiasi orientamento di fede, o non credenti, incarnando appieno lo spirito di inclusività e dialogo di Music Bridge.
Il ponte si estende a Napoli
La parentesi italiana del coro Kefas non si esaurirà a Roma. Sabato 13 giugno, la formazione si sposterà a Napoli per un secondo momento musicale e comunitario, nato da: il coordinamento, l’accoglienza e il coinvolgimento di di Emanuele Giovanni Aprile, direttore dell’ensemble Euphoria (compagine polifonica nata nel 2010 in seno alla comunità battista partenopea), Annalisa Madonna, vocal coach del coro e di Italo Benedetti, pastore della Chiesa evangelica battista di Napoli.
In un concerto congiunto che farà risuonare la musica come autentico strumento di ecumenismo vissuto, i due cori – il danese Kefas e il napoletano Euphoria – canteranno insieme nella suggestiva cornice della chiesa monumentale di San Giovanni a Carbonara. Un evento che collegherà esperienze di fede e culture differenti nel segno della condivisione, dell’arte e della testimonianza comune.

























