John Wesley e il futuro del metodismo: verso la Conferenza 2026 

Foto tratta da https://www.methodist.org.uk/

Roma (NEV), 17 giugno 2026 – di Naomi Cino – «Signore, io non appartengo più a me stesso, ma a te. Impegnami in ciò che vuoi, mettimi a fianco di chi vuoi; che io sia sempre tuo testimone, sia nella pienezza delle forze, sia quando le forze vengono meno, sia che io mi trovi nella gioia, sia che io mi trovi nel dolore. Liberamente e di pieno cuore mi sottopongo alla tua volontà e metto ogni cosa al tuo servizio». 

Sono queste le parole che risuonano regolarmente nelle Chiese metodiste all’inizio di ogni anno liturgico durante i culti di “Rinnovamento del Patto”. Il loro autore, il teologo e fondatore del metodismo John Wesley, nacque proprio oggi, il 17 giugno 1703, secondo il calendario giuliano allora in vigore in Inghilterra (divenuto poi il 28 giugno in seguito all’adozione del calendario gregoriano nel 1752). 

Questa memoria storica e spirituale offre lo spunto per guardare ai “nuovi inizi” e all’impegno concreto del metodismo contemporaneo, che si appresta a vivere uno dei suoi appuntamenti istituzionali più rilevanti. Dal 25 giugno al 1° luglio prossimi, infatti, si riunirà a Telford la Conferenza annuale della Chiesa metodista britannica. I lavori si apriranno con la sessione presbiterale (25-26 giugno, riservata ai pastori) per poi proseguire con la sessione dei rappresentanti (27 giugno – 1° luglio), l’organo decisionale a composizione paritaria tra ministeri ordinati e laicato. Alla Conferenza, aperta anche ai visitatori esterni, prenderà parte dall’Italia il pastore Luca Anziani, presidente dell’OPCEMI (Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia). 

I nodi dell’agenda, tra leadership, etica e ambiente 

Un momento centrale dell’appuntamento si terrà nel pomeriggio di sabato 27 giugno, con l’insediamento dei nuovi vertici per il prossimo anno: il pastore Mark Slaney assumerà la carica di Presidente della Conferenza, affiancato da Caroline Stead nel ruolo di Vicepresidente. 

I 225 rappresentanti saranno chiamati a confrontarsi con un’agenda ricca di questioni etiche, ecologiche e sociali di grande attualità: dalla giustizia riparativa, per elaborare risposte concrete alla storica complicità del metodismo e ai suoi legami economici con la tratta transatlantica degli schiavi, alla morte assistita; dagli obiettivi ambientali ai nuovi modelli di Chiesa e all’etica digitale; dalla strategia di crescita alla liturgia e alla giustizia sociale. Tra i temi in discussione vi saranno inoltre le relazioni ecumeniche, con particolare attenzione all’intercambiabilità dei ministeri presbiterali e all’avvio di nuovi percorsi di cooperazione con la United Reformed Church (URC).

La Conferenza di Telford si prospetta dunque come un appuntamento intenso che, nel solco dell’eredità di Wesley, intende riaffermare l’impegno di una chiesa che si rinnova per affrontare le sfide e i cambiamenti del presente e della società. 


Per seguire l’evoluzione dei lavori e consultare i documenti ufficiali, è possibile fare riferimento allo spazio dedicato sul portale della Chiesa metodista britannica: https://www.methodist.org.uk/about/structure-and-governance/the-methodist-conference/conference-2026/