Roma (NEV), 18 giugno 2026 – La Chiesa riformata del Cantone di Lucerna ha avviato un’azione legale contro una decisione del Sinodo della Chiesa evangelica riformata svizzera.
Il punto controverso riguarda la nuova formula di contribuzione adottata dal Sinodo per il finanziamento della CERIS.
La Chiesa evangelica riformata svizzera (CERIS) è organizzata come una federazione e riunisce 25 Chiese membro, rappresentando circa 1,8 milioni di protestanti. Il Sinodo si è tenuto quest’anno dal 14 al 16 giugno scorsi a Bulle (FR).
Al termine di un processo partecipativo, il Sinodo ha adottato una nuova formula di contribuzione basata sul principio della solidarietà. Il modello prevede che in futuro le Chiese cantonali con minore capacità finanziaria versino contributi più bassi, mentre quelle più forti contribuiscano in misura maggiore.
La Chiesa cantonale di Lucerna ha annunciato oggi l’intenzione di impugnare la decisione del Sinodo della CERIS.
Per la Chiesa riformata del Cantone di Lucerna il nuovo sistema comporterebbe un aumento dei contributi pari all’80 per cento. Le critiche erano state espresse già prima del Sinodo. La Chiesa cantonale conta 38.551 membri e dieci comunità.
L’approvazione integrale della nuova proposta di contribuzione è avvenuta con una netta maggioranza. Ed è stato inoltre stabilito un periodo transitorio fino alla fine del 2030.
Tuttavia, fin dalla presentazione del nuovo modello di finanziamento si sono registrate diverse obiezioni e contestazioni. Già prima del Sinodo, infatti, si era formata un’opposizione guidata proprio dalla Chiesa riformata del Cantone di Lucerna, che aveva chiesto di rimuovere la questione dall’ordine del giorno. I riformati lucernesi hanno criticato la mancanza di documentazione, la non verificabilità dei calcoli e la scarsa trasparenza del processo.
La proposta è stata comunque discussa e una mozione di rinvio presentata dai rappresentanti di Lucerna è stata respinta a larga maggioranza, ottenendo soltanto 7 voti favorevoli su 63.
Così la Chiesa cantonale di Lucerna ha ora confermato l’intenzione di presentare un ricorso motivandolo, ancora una volta, da presunte carenze formali e da una documentazione ritenuta incompleta.
«A nostro avviso, il nuovo criterio di ripartizione dei contributi manca di basi trasparenti e di calcoli comprensibili», ha affermato Lilian Bachmann, presidente del Consiglio sinodale della Chiesa Riformata del Cantone di Lucerna e dell’associazione Reformierte Medien. Secondo Bachmann, nella gestione dei fondi provenienti dalle imposte ecclesiastiche devono essere rispettati adeguati standard di trasparenza. La Chiesa cantonale di Lucerna non mette in discussione il principio della solidarietà, ma chiede basi verificabili e politicamente sostenibili. Per questo ritiene l’impugnativa della delibera la risposta ad un principio di responsabilità.
Un’ulteriore critica riguarda il fatto che non sarebbe stato avviato un dialogo bilaterale con la Chiesa riformata di Lucerna.
Oltre alle obiezioni formali, vengono sollevate anche critiche di merito. La capacità finanziaria viene calcolata sulla base dei proventi fiscali complessivi a livello cantonale e comunale, e non soltanto su quelli della Chiesa cantonale, che tuttavia ne sostiene autonomamente i costi.
Secondo Lucerna, la propria capacità finanziaria sarebbe stata sovrastimata di quasi 30 milioni di franchi. In realtà, per il 2025 essa ammonterebbe a circa 3 milioni di franchi.
Dalle informazioni diffuse, questa differenza dipenderebbe dal fatto che la Chiesa cantonale di Lucerna, all’interno della federazione delle Chiese riformate in Svizzera, sarebbe l’unica Chiesa membro in cui le aliquote fiscali cantonali e comunali sono determinate autonomamente dalla Chiesa stessa e dalle singole comunità. Da qui la richiesta che nel calcolo della capacità finanziaria vengano considerati esclusivamente i proventi fiscali di sua competenza.
Per questo l’incarico affidato ad un istituto di ricerca per analizzare il rapporto costi-benefici dell’adesione della Chiesa cantonale di Lucerna alla CERIS.
Il Sinodo della CERIS ha infine confermato la propria leadership per il mandato 2027-2030: la presidente Rita Famos è stata rieletta all’unanimità, mentre gli altri sei membri del Consiglio sono stati confermati a larga maggioranza.
Tra le altre decisioni assunte, il Sinodo ha garantito la prosecuzione della cura pastorale nei centri federali di accoglienza per richiedenti asilo per il periodo 2027-2030, ribadendo il proprio impegno nei confronti delle persone più vulnerabili. Sono stati inoltre affrontati temi quali la sostenibilità, con il conferimento del premio “Gallo Verde” alla CERIS, le opportunità e i limiti dell’intelligenza artificiale nell’ambito della diaconia e la tutela dell’integrità personale. Di questi temi potete leggere sul settimanale Riforma.
Fonti:
Luzern ficht EKS-Beitragsschlüssel an – ref.ch – News der Reformierten
Luzerner Reformierte gehen juristisch gegen Schweizer Kirche vor | Nau.ch
Georgia Betz
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