Rassegna stampa NEV – Notizie evangeliche, ecumeniche, inter-fedi

Basi USA in Italia: Rete Pace Disarmo chiede trasparenza / Hai fame di giustizia? Digiuno contro la pena di morte negli USA / Dalla storia al presente: la caccia alle streghe oggi / Germania: 275 organizzazioni chiedono un cambio di rotta nella protezione dei rifugiati / Preghiere ai Mondiali: la questione della fede nel calcio / Pilgrimage, la serie televisiva premiata per il dialogo tra le fedi

Foto NEV

Roma (NEV), 26 giugno 2026  – Le notizie in breve dell’Agenzia stampa NEV – Notizie evangeliche, ecumeniche, inter-fedi. Per segnalazioni scrivi a nev@fcei.it


Basi USA in Italia: Rete Pace Disarmo chiede trasparenza

La Rete italiana Pace e Disarmo chiede al Governo di riferire con urgenza al Parlamento sul possibile coinvolgimento dell’Italia nelle operazioni militari statunitensi contro l’Iran, dopo le dichiarazioni del segretario generale della NATO, Mark Rutte, secondo cui circa 500 aerei Usa sarebbero decollati da basi americane presenti in Italia a supporto dell’operazione Epic Fury. L’organizzazione, di cui fa parte anche la Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), sollecita «trasparenza, chiarezza e rispetto della Costituzione». La Rete propone inoltre una revisione degli accordi bilaterali che regolano la presenza delle basi militari statunitensi in Italia, affinché il loro utilizzo sia sottoposto a un controllo più stringente.

Pochi giorni fa anche l’Osservatorio Mil€x aveva criticato l’attuale politica della difesa italiana, sostenendo che il Rapporto sulla Performance 2025 conferma un aumento della spesa militare concentrato soprattutto sull’acquisto di nuovi sistemi d’arma (+4,2 miliardi), mentre restano carenti le risorse destinate all’operatività delle Forze armate, uno squilibrio definito «una scelta politica».


Hai fame di giustizia? Digiuno contro la pena di morte negli USA

Dal 29 giugno al 2 luglio si rinnova a Washington l’appuntamento con “Starvin’ for Justice“, tradizionale digiuno e presidio per l’abolizione della pena di morte organizzato davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti. L’iniziativa ricorda due date simboliche: il 29 giugno 1972, quando la Corte Suprema, con la storica sentenza Furman v. Georgia, dichiarò incostituzionale l’applicazione arbitraria della pena capitale, sospendendone di fatto l’applicazione fino alla successiva sentenza Gregg v. Georgia (1976), e il 2 luglio dello stesso anno, quando tutte le condanne a morte allora pendenti furono annullate determinando una moratoria di fatto. Negli anni successivi, le cose andarono diversamente. Giunta alla 33ª edizione, la mobilitazione è promossa dall’Abolitionist Action Committee (AAC), un gruppo attivista che fa sensibilizzazione pubblica attraverso azioni dirette non violente. Coordinamento: Death Penalty Action. Un invito a riflettere e agire per la giustizia e i diritti umani. La notizia è tratta dalla Newsletter del National Council of Churches (NCC), 20 giugno 2026.


Dalla storia al presente: la caccia alle streghe oggi

Dalla fine del XIV secolo fino al XV secolo nelle Alpi occidentali il termine “vaudois” (legato ai Valdesi) divenne sinonimo dispregiativo di eretico e stregone nei processi per voli notturni e manipolazioni meteo. Dalle Alpi alla Danimarca, questa persistenza di paure e credenze popolari echeggia ancora oggi nella festa di Sankthans (la sera di San Giovanni). Questa ricorrenza si celebra ogni 24 giugno unendo le tradizioni pagane a quelle cristiane e prevede di bruciare simbolicamente streghe di paglia. Al di là delle pagine di storia, gli episodi di violenza rimangono una realtà ancora attuale: un rapporto ONU documenta infatti almeno 20.000 vittime di aggressioni per stregoneria tra il 2009 e il 2019. L’organizzazione Missio Aachen, che da anni si impegna a contrastare il fenomeno, ha registrato un peggioramento della situazione globale. A confermarlo anche il giornalista Jörg Nowak, che nel 2017 ha assistito al drammatico tentativo di salvataggio di una donna accusata di stregoneria in Papua Nuova Guinea da parte di una suora partner dell’organizzazione. Dai dati riportati da Missio Aachen, le violenze sarebbero in netta espansione, con i paesi a rischio omicidi e linciaggi saliti dai 36 del 2020 ad almeno 46 nel 2025.


Germania: 275 organizzazioni chiedono un cambio di rotta nella protezione dei rifugiati

Con il memorandum «Si può fare diversamente! Insieme per la protezione e la coesione», pubblicato il 20 giugno, 275 organizzazioni tedesche chiedono una politica d’asilo fondata sui diritti umani e sulla solidarietà. Il documento richiama la Convenzione di Ginevra sui rifugiati, che da 75 anni obbliga gli Stati a garantire protezione e vieta il respingimento di chi cerca asilo. Pur riconoscendo le difficoltà attuali, i firmatari affermano che «una protezione dei rifugiati all’altezza di questa pretesa è possibile».
Tra i promotori figura la Diakonie Deutschland. Il suo presidente, Rüdiger Schuch, sottolinea che una protezione dei rifugiati basata sui diritti fondamentali «rafforza la nostra società nel suo complesso» e invita il governo federale a puntare su vie di ingresso sicure, procedure eque e partecipazione. Tra i firmatari anche PRO ASYL, Amnesty International, Brot für die Welt, la Chiesa evangelica in Germania (EKD) e molte altre organizzazioni.


Preghiere ai Mondiali: la questione della fede nel calcio

I calciatori che pregano non sono una novità: la libertà di religione vale anche nel calcio. Durante la partita del girone dei Mondiali tra Germania e Curaçao del 14 giugno 2026, il centrocampista Felix Nmecha si è inginocchiato, si è tolto una corona immaginaria e l’ha posata a terra, simboleggiando Gesù come vero re. Dopo la partita si è unito ad alcuni avversari per pregare al centro del campo. Nell’intervista ha dichiarato: «In campo siamo avversari, ma dopo la partita siamo cristiani e fratelli».
Nmecha fa parte di “Ballers in God”, rete il cui fondatore Fitzgerald sostiene posizioni contrarie ad aborto, omosessualità e transidentità. La rete evangelicale utilizza anche le immagini dei Mondiali per la propria comunicazione.
Quinton Ceasar, pastore evangelico e teologo, non critica la preghiera pubblica, ma mette in guardia dalla sua strumentalizzazione mediatica e dal rischio di un’immagine “edulcorata” di Gesù, lontana da quella biblica, vicina agli emarginati. Sottolinea la responsabilità dei calciatori ed esorta a prendere le distanze dagli ambienti evangelicali fondamentalisti.


Pilgrimage, la serie televisiva premiata per il dialogo tra le fedi

La serie televisiva Pilgrimage, prodotta da CTVC per la BBC, ha ricevuto lo Special Award 2026 del Sandford St Martin Trust, ente di beneficenza britannico fondato nel 1978 con l’obiettivo di promuovere e premiare l’eccellenza nelle produzioni televisive e radiofoniche su religione, spiritualità ed etica.

Tony Stoller, presidente del Sandford St Martin Trust e Commander of the Order of the British Empire (CBE), insignito nel 2004 per il suo contributo alla radiodiffusione, ha motivato la scelta affermando: «In tempi sempre più frammentati e conflittuali, Pilgrimage ha dimostrato in modo costante come, attraverso un dialogo ponderato e rispettoso, persone provenienti da fedi diverse e con visioni del mondo molto differenti possano ancora trovare un terreno comune e stringere amicizia».

L’ottava stagione, “The Road to Holy Island, trasmessa a ridosso della Pasqua, ha visto sette celebrità di diverse fedi e convinzioni intraprendere un viaggio di quasi 400 chilometri nel nord-est dell’Inghilterra, sulle tracce dei primi santi cristiani celtici. Oltre a temi come fede, dubbio, spiritualità, identità personale e convivenza tra credenti e non credenti, sono emersi anche aspetti più personali legati a famiglia, amore, dolore, salute mentale, esperienze traumatiche e percorsi di guarigione.