Pre-conferenza metodista: tra presente ed eredità storica 

Foto OPCEMI

Roma (NEV), 29 giugno 2026 – “Nei giorni precedenti la Conferenza 2026 della Chiesa Metodista in Gran Bretagna, gli ospiti delle chiese metodiste mondiali si sono incontrati con il Global Relationships del Connexional Team. Insieme hanno condiviso una domanda molto importante: cosa sta facendo Dio nella tua chiesa e nel tuo contesto? Da questo confronto sono nate riflessioni profonde, che possiamo riassumere in un chiaro appello. Siamo chiamati a: 

  • Essere chiese inclusive 
  • Cercare la giustizia 
  • Accettare la sfida del cambiamento 
  • Accogliere e sostenere i giovani nella chiesa 
  • Lavorare sull’accoglienza di rifugiati e migranti 
  • Assumerci la responsabilità della riconciliazione e della giustizia riparativa 
  • Avere uno sguardo aperto al futuro che Dio sta già costruendo 
  • Accettare la realtà di essere una minoranza nel mondo: questo è un dramma o una nuova opportunità? 
  • Impegnarci per la pace e la riconciliazione, affrontando il tema complesso dell’impegno politico della chiesa 

L’ultima parte di questo lavoro, poi condiviso con la Conferenza, riguarda le modalità con cui sosteniamo la connessione tra la MCB (Methodist Church in Britain) e i partner internazionali. È stato evidenziato quanto sia importante avere momenti di confronto internazionale perché, in questo momento storico, è essenziale non rimanere isolati. Infine, abbiamo dedicato del tempo al progetto di riduzione delle emissioni di CO2. Si tratta di un tema generale di giustizia ambientale che ha gravi conseguenze sulla giustizia sociale ed economica. Tutti questi temi riguardano la vocazione della Chiesa metodista oggi nel mondo, ed è per questo che è fondamentale avere un cammino comune”. 

La delegazione italiana alla Conferenza britannica 

A raccontare la pre-conferenza annuale della Chiesa metodista britannica — in programma a Telford con la sessione presbiterale (25-26 giugno, riservata ai pastori) per poi proseguire con la sessione dei rappresentanti (27 giugno – 1° luglio), l’organo decisionale a composizione paritaria tra ministeri ordinati e laicato — è il pastore Luca Anziani, presidente dell’OPCEMI (Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia). 

Luca Anziani partecipa alla Conferenza nel Regno Unito come membro della delegazione ufficiale degli ospiti internazionali. La gestione logistica e l’accoglienza di queste delegazioni esterne sono coordinate direttamente dal Connexional Team, l’organo operativo centrale della Chiesa Metodista della Gran Bretagna, che si occupa di gestire le attività ministeriali e supportare le relazioni ecumeniche e internazionali. 

Sulle tracce dei padri fondatori: Bristol e i Wesley 

Con l’intento di valorizzare i luoghi storici del metodismo delle origini, il Connexional Team ha organizzato per gli ospiti una visita alla casa di Charles Wesley, celebre compositore di oltre 6.000 inni. L’abitazione di Bristol, in cui si trasferirono Charles e Sarah Wesley nel 1749, fu un importante centro di spiritualità e musica. La passione per il canto, radicata nella famiglia, emerge ancora oggi tra le mura della casa, che conserva l’atmosfera dell’epoca e testimonia il ricco patrimonio artistico e la vena creativa del teologo. 

La visita ha incluso anche la New Room, l’edificio metodista più antico del mondo, sorto sempre a Bristol, città che all’epoca era uno dei principali centri del commercio transatlantico degli schiavi. Questa struttura multifunzionale, fondata nel 1739 e costruita in un solo mese, fungeva originariamente da luogo di culto, scuola, ospizio e farmacia gratuita. 

Il nodo storico della schiavitù e la giustizia riparativa 

Il tema della giustizia riparativa è uno dei punti salienti della Conferenza di quest’anno. Sebbene John Wesley abbia espresso pubblicamente la sua posizione contro la tratta degli schiavi nell’opera “Thoughts Upon Slavery” (Pensieri sulla schiavitù) del 1774, e benché i metodisti si siano fatti promotori di un progressivo avvicinamento all’abolizionismo, il movimento delle origini rimase comunque intrecciato con la tratta e con la più ampia economia transatlantica della schiavitù. 

In risposta al memoriale “M22 La tratta degli schiavi“, presentato alla Conferenza Metodista del 2021, la Chiesa Metodista del Regno Unito sta infatti intraprendendo una serie di iniziative di ricerca e collaborazione con le Chiese partner nell’Africa occidentale, con il Consiglio metodista africano e con la Chiesa metodista nei Caraibi e nelle Americhe. 

Il piano originario del 2021 prevedeva un unico rapporto finale sulla tratta degli schiavi da presentare proprio alla Conferenza del 2026. Tuttavia, la tempistica è stata estesa al 2027 per inserire il lavoro nel corretto contesto storico.  

Quello della responsabilità storica e della riparazione è, d’altronde, un tema caldissimo per le chiese del Regno Unito, costrette oggi a fare i conti con un passato complesso e con un’eredità economica e morale che riemerge con forza nel dibattito contemporaneo. 


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