Non avere paura di sognare!

La storia di un sogno nato a Shatila e realizzato a Reggio Calabria: sette giorni di sport, incontri e pace per i ragazzi dello Shatila Sport Community Center

Foto tratta da https://ucebi.org

Roma (NEV/UCEBI), 1° luglio 2026 – di Luciano Griso – Immaginate dei bambini… non quelli della pubblicità televisiva o quelli che popolano la nostra quotidianità, (anche se a ben vedere nei loro bisogni primari di affetto, di sicurezza, di pace, nei loro sogni, tutti i bambini del mondo sono uguali).
Immaginate – dicevo – dei bambini che vivono in un Paese in cui la pace sia da molti decenni solo un breve periodo di tempo compreso tra due guerre, che vivono in un’area che ha la più elevata densità abitativa del pianeta (25 mila persone in 1 kmq), dove non è possibile trovare un albero, un prato, un campo per poter giocare, una fontana per poter bere quando si è assetati dopo una corsa, le cui strade dissestate, polverose d’estate, diventano acquitrini con la pioggia.

Ora fate ancora uno sforzo ed immaginate… un uomo la cui famiglia vive in quell’area da tre generazioni, i cui bisavoli sono stati scacciati con la forza dalla casa di famiglia a Gaza, e costretti durante la Nakba (1948) a rifugiarsi a Shatila, Beirut in Libano.
Quest’uomo non accetta questa situazione e decide di dedicare la sua vita a prendersi cura di questa infanzia, ad avviare questi bambini allo sport, ad insegnare a praticarlo, ad insegnare le regole così importanti nei processi di socializzazione e di convivenza, ad insegnare a gioire delle cose semplici che lo sport ti dà.
Quest’uomo si ripromette di far uscire i bambini da quel recinto (sarebbe meglio dire “gabbia”) dove sono costretti a vivere e fargli conoscere luoghi del mondo dove, proprio tramite lo sport, si possa essere bambini come tutti gli altri.
Immaginate dunque, ma questa è già realtà, che quest’uomo, Mr. Majdij, da anni abbia stretti legami col progetto Medical Hope della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), che fornisce assistenza sanitaria agli abitanti del campo palestinese di Shatila dove egli risiede.

In questa realtà, anche se a sua volta può sembrare un sogno, un componente di MH, storico membro della Chiesa Battista di Reggio Calabria, scopre che una squadra di calcio di quella Provincia ha aggiunto al proprio simbolo la bandiera della Palestina in solidarietà con le sofferenze del popolo palestinese…

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