Roma (NEV), 8 luglio 2026 – Alla vigilia del Festival “Una Torre di Libri”, da domani a Torre Pellice, in provincia di Torino, abbiamo intervistato Massimo Gnone, fra gli organizzatori per la Libreria Claudiana.
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Parte la 19^ edizione di “Una Torre di Libri”. Che festival sarà?
Siamo arrivati alla diciannovesima edizione e la manifestazione continua a essere molto apprezzata, sia dai soggetti che partecipano alla costruzione del programma, coordinato dalla Libreria Claudiana, sia dal pubblico. Attorno al festival c’è una rete molto ampia di associazioni e realtà del territorio; in primo luogo il Comune di Torre Pellice, che è coinvolto in tutte le fasi del processo organizzativo, come accade fin dalle prime edizioni.
Una caratteristica del festival è proprio quella di rinnovarsi ogni anno. Ci sono partner storici che ci accompagnano da tempo, ma si aggiungono anche nuovi soggetti che propongono eventi, mettono a disposizione altri spazi e collaborano in forme diverse alla realizzazione della manifestazione.
Come risponde il pubblico?
Continuiamo a registrare una partecipazione molto numerosa e un forte interesse da parte della popolazione di Torre Pellice e della valle. È un appuntamento ormai radicato e sentito: ci sono persone che organizzano perfino le ferie in base alle date del festival e ci chiedono con largo anticipo quando si svolgerà, per poter esserci.
Accanto a questo pubblico affezionato, ogni anno arrivano anche persone che vengono a Torre Pellice per la prima volta, magari attirate da un singolo evento. Il festival ha un programma strutturato, ma è stato pensato fin dall’inizio come una manifestazione popolare e aperta, un luogo nel quale la cultura scende letteralmente in piazza.
Che cosa distingue “Una Torre di Libri” dalle altre iniziative culturali del territorio?
A Torre Pellice esistono già importanti realtà culturali, come la Società di Studi Valdesi, il Centro culturale valdese e molte altre iniziative. “Una Torre di Libri” si colloca nella dimensione del festival.
Il libro resta il cuore della manifestazione, ma diventa soprattutto un’occasione per uscire dagli scaffali della libreria e incontrare le persone. Chi passa in paese può fermarsi ad ascoltare un concerto, assistere a uno spettacolo, partecipare a un evento per bambini o a una passeggiata letteraria, e magari scoprire anche un libro.
Quest’anno tornate nel centro del paese. È un ritorno alle origini?
Sì, torniamo nel cuore di Torre Pellice. Negli ultimi anni abbiamo sperimentato sedi diverse: una tensostruttura nel cortile del Liceo valdese, il prato dietro l’Aula sinodale presso la Casa valdese.
Quest’anno torniamo allo spirito delle prime edizioni, all’aperto e in piazza. Naturalmente abbiamo già predisposto soluzioni alternative in caso di maltempo: c’è il palco coperto, oppure spazi al chiuso: il Tempio, grazie alla collaborazione con la chiesa valdese, o il Teatro del Forte.
In questi anni il processo organizzativo si è consolidato. Abbiamo imparato a trovare una formula che piace sia al pubblico locale sia a chi arriva da fuori. E il festival ha anche una ricaduta concreta sul territorio: in quei giorni ristoranti e attività sono pieni anche grazie alla manifestazione.
Quali sono gli appuntamenti da non perdere?
È sempre difficile scegliere, anche quando formiamo il programma, che si sviluppa nel formato del lungo weekend. Allo stesso tempo cerchiamo di offrire un ventaglio molto ampio di proposte.
Mercoledì 9 luglio inauguriamo il festival con un appuntamento al quale teniamo molto: alle 18 presenteremo il libro di Marco Ballestracci “Fare biciclette. Storie di inventori e grandi imprese”. Abbiamo invitato il pubblico a raggiungere il festival proprio in bicicletta, perché non è soltanto uno strumento sportivo, ma anche un simbolo ecologico, sociale e politico. Si parlerà della sua storia e di come questo oggetto sia stato costruito e abbia accompagnato i cambiamenti della società.
Alle 21 sarà protagonista Franco Faggiani, uno dei più importanti romanzieri italiani contemporanei, con il suo ultimo libro “La luce del primo mattino”, ambientato in Lunigiana e dedicato ai venditori ambulanti di libri, che diedero vita al noto premio Bancarella.
Venerdì sera, alle 21.15, in piazza del Municipio, abbiamo voluto far dialogare due linguaggi diversi in un’unica serata: il libro di Simone Lanza “Un attimo e arrivo!” sull’uso consapevole degli strumenti digitali e uno spettacolo teatrale interpretato da giovanissime attrici sul tema dell’adolescenza. Il filo conduttore è una passeggiata in montagna, in un luogo senza connessione: proprio l’assenza del telefono permette alle protagoniste di parlarsi davvero, confidarsi e confrontarsi. Spettacolo di Anna Demichelis, con Anna Carpaneto, Anna Demichelis ed Eugenia Elifani, drammaturgia musicale dal vivo a cura di Flavio D’Andrea.
Sabato sarà la giornata centrale del festival. Nel pomeriggio si terrà la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria ad Anna Foa. La sera presenteremo invece una produzione originale realizzata appositamente per il festival: il quintetto di Emanuele Cisi, uno dei maggiori jazzisti italiani, proporrà uno spettacolo dedicato a Miles Davis e John Coltrane, entrambi nati nel 1926. Abbiamo creato uno spettacolo che prima non esisteva: accanto ai musicisti ci saranno un giovane trombettista e l’attrice Alessia Olivetti che leggerà brani tratti dall’autobiografia di Miles Davis e da interviste a John Coltrane. È un omaggio a due figure che hanno rivoluzionato non soltanto la musica, ma anche la cultura e la politica del secolo scorso. “A Miles Supreme. Cent’anni di John Coltrane e Miles Davis. 1926-2026. Un concerto unico, ideato e prodotto appositamente per il festival, con appunto Emanuele Cisi, sax tenore, Lorenzo Fossati, tromba, Paolo Birro, pianoforte, Marco Micheli, contrabbasso, e Luca Santaniello, batteria.
Anche domenica il programma è ricco: ospiteremo Paolo Di Paolo con il suo libro dedicato a Piero Gobetti, anch’esso legato a un importante anniversario, i cent’anni dalla sua scomparsa.
Infine c’è una collaborazione alla quale teniamo molto: quella con la Società di Studi Valdesi. All’interno del loro LXV Convegno, il 4 settembre, promuoveremo insieme l’incontro con Gad Lerner dedicato al nuovo libro di Paolo Naso “Dio benedica l’America”. Lo consideriamo una sorta di postludio, o di spin-off, del festival, che prolunga idealmente il dialogo culturale iniziato a luglio.





























