Sud Sudan, catastrofe dimenticata

La regione del Kordofan è diventata l’ultima linea del fronte nella guerra che vede contrapposte forze armate militari che si contendono la guida della martoriata nazione. Il racconto del locale vescovo anglicano

Roma (NEV/ Riforma) , 15 luglio 2026 – Mentre il mondo lancia l’allarme e avverte di possibili atrocità paramilitari nella città sudanese di El-Obeid, un vescovo locale ha ribadito l’appello alla pace, in un contesto di crescenti attacchi con droni, bombardamenti di artiglieria e attacchi di terra.

Le forze paramilitari e i loro alleati stanno intensificando gli attacchi contro la città di 500.000 abitanti, colpendo scuole, mercati e distributori di carburante, nonché vie di trasporto e veicoli. Secondo le agenzie, almeno 27 attacchi con droni hanno colpito la città nel mese di giugno, il numero più alto finora registrato.

Il vescovo anglicano Ismael Gabriel Abudigin della diocesi di El-Obeid ha affermato che gli attacchi stanno uccidendo civili e seminando grande paura, oltre a distruggere infrastrutture civili .

«Preghiamo che questa guerra finisca», ha detto Abudigin, mentre gli attacchi causano gravi interruzioni di corrente e penurie di acqua, cibo e carburante.

La violenza sta iniziando a rispecchiare quella di El-Fasher, capitale del Darfur settentrionale, che i paramilitari hanno bloccato per 18 mesi. Dopo aver conquistato la città nell’ottobre del 2025, le forze paramilitari sono state ampiamente accusate di aver commesso crimini tra cui omicidi di massa, esecuzioni sommarie, torture e violenze sessuali contro donne e ragazze.

«El-Obeid è ancora piena di gente e il cibo è disponibile, ma i prezzi sono molto alti. I mercati sono aperti e la gente compra e vende», ha affermato Abudigin, esprimendo al contempo fiducia nel fatto che la situazione di El-Fasher non si ripeterà a El-Obeid.

«Ma migliaia di persone sono anche sfollate», ha aggiunto…

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