
Roma (NEV), 20 luglio 2026 – A tre anni dalla firma del Memorandum d’intesa tra Unione europea e Tunisia, avvenuta il 16 luglio 2023, 46 organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto alla Commissione europea e agli Stati membri dell’Unione europea di sospendere il sostegno alla Tunisia nelle attività di controllo delle frontiere e gestione dei flussi migratori.
In una dichiarazione congiunta, le organizzazioni sostengono che il Memorandum “non solo non ha garantito il rispetto dei diritti delle persone migranti e rifugiate ma ha anche alimentato e normalizzato le violazioni dei diritti umani e compromesso la credibilità dell’Unione europea”. L’intesa, presentata dai vertici UE come un “modello” per futuri accordi con gli “Stati della regione”, viene invece definita dalle ong “un modello di complicità”, che avrebbe favorito intercettazioni in mare ed espulsioni sommarie e collettive senza accesso alla protezione internazionale, rafforzando l’esternalizzazione del controllo delle frontiere.
L’Unione europea avrebbe destinato 105 milioni di euro al sostegno dei controlli di frontiera, attraverso imbarcazioni, equipaggiamenti, formazione e supporto operativo. A febbraio 2024, circa 65 milioni di euro di quella somma risultavano destinati all’addestramento e all’equipaggiamento dei guardacoste tunisini e del Centro di coordinamento del soccorso marittimo.
Secondo le ong, il Memorandum sarebbe stato adottato anche in risposta all’aumento degli arrivi in Tunisia legato alla situazione libica. Nel comunicato, tuttavia, si legge che “le persone intercettate in mare dai guardacoste tunisini vengono spesso rimandate o trafficate in Libia, dove le attende un ulteriore ciclo di detenzione, sfruttamento e violenza”.
Richiamando esperti delle Nazioni Unite, indagini giornalistiche indipendenti e rapporti sui diritti umani, le organizzazioni affermano che la Tunisia non possa essere considerata un “place of safety” (luogo sicuro). Denunciano l’assenza di un sistema d’asilo funzionante e il fatto che, nel giugno 2024, l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati si sia visto sospendere le procedure per la determinazione dello status di rifugiato.
Evidenziano, infine, la responsabilità della Commissione europea nell’uso dei fondi UE e nella cooperazione con la Tunisia, sollevando dubbi sulla compatibilità giuridica del finanziamento, dell’addestramento, dell’equipaggiamento e del supporto operativo forniti al Paese. Per le ong il Memorandum sarebbe stato firmato “senza preventiva valutazione sui rischi” e con “clausole inefficaci sulla cessazione della cooperazione in caso di violazioni dei diritti”.
Alla luce di queste criticità, le ong chiedono maggiore trasparenza sui programmi relativi alla gestione dell’immigrazione finanziati dall’Unione europea, la sospensione del sostegno al controllo dell’immigrazione e della cooperazione operativa, il rafforzamento delle garanzie per la protezione internazionale e una politica migratoria UE fondata sui diritti umani.
Il testo integrale della dichiarazione diffusa dalle organizzazioni è disponibile sul sito di Amnesty International



























