Roma (NEV/Riforma), 23 luglio 2026 – Il negazionismo climatico è un fenomeno di disinformazione che nega o minimizza il riscaldamento globale di origine antropica, nonostante che oltre il 99% della comunità scientifica sia ormai concorde sulle cause industriali. Oggi il caldo anomalo e persistente che attanaglia l’Europa sembra convincere anche i più ostinati che qualcosa non va.
L’immagine di montagne e ghiacciai coperti da giganti protezioni anti-scioglimento sono emblematiche. Tuttavia, c’è ancora chi, e sono ancora in tanti, ritiene che l’uomo e la sua azione non siano i responsabili del cambiamento climatico e che tali cambiamenti, come il riscaldamento globale, siano causati al 95% dal Sole e da cicli naturali – attribuendo alle attività umane e alla CO₂ solo una frazione minima di condizionamento.
Abbiamo sentito il parere di Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, direttore della rivista Nimbus, ambasciatore europeo del Patto per il Clima e autore del libro Breve storia del clima in Italia (Einaudi, 2025).
La sua posizione, Mercalli, è nota: le chiediamo tuttavia di tornare sull’annosa questione in un momento nel quale, da giorni, il caldo attanaglia gran parte del nostro continente e i fenomeni climatici preoccupano sempre più per la loro imprevedibilità e violenza…
«La mia posizione non è altro che quella della comunità scientifica di riferimento delle scienze del Sistema Terra. Tutti i miei colleghi sono concordi nel sostenere che il riscaldamento globale ha origine dalle emissioni di gas serra dell’umanità, il sole non ha alcun ruolo rilevante nel trend in aumento delle temperature, essendo sostanzialmente costante. Se ci fossero segnali in tal senso, gli astrofisici solari sarebbero i primi a sostenerlo, invece non sollevano alcun dubbio. C’è invece una crescente resistenza nell’accogliere i sempre più evidenti sintomi del degrado ambientale…
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